VINITALY: Domenica al via. Presenti anche i vini delle terre confiscate alla mafia e una sezione completamente dedicata al vino bio

Le tradizionali uve di Catarratto che crescono su sabbie rossastre a Giabbascio, i filari di Grillo che affondano le radici nel terreno roccioso di Pietra Longa e l’immancabile Nero d’Avola che trae la sua forza dalle ostiche argille sciolte intorno a Corleone. Sono solo alcuni dei vitigni, ognuno dedicato al coraggio di chi si è battuto contro le mafie, che crescono nei terreni di Centopassi, azienda siciliana che fonde l’attività di due cooperative sociali di Libera Terra, la Placido Rizzotto e la Pio La Torre, operanti su beni confiscati a Cosa Nostra. Con i suoi vini di altissima qualità, tutti biologici certificati, Centopassi partecipa al Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati in programma a Verona dal 25 al 28 marzo. Presenza prestigiosa, visto che, dopo i riconoscimenti del Gambero Rosso e di Slow Wine, Centopassi figura anche tra le 5 realtà al mondo prese in considerazione da Wine Enthusiast per la categoria Innovator of the Year ai Wine Awards 2010. Un bel traguardo per un’attività iniziata su terreni che erano sono stati lasciati, fino al momento dell’assegnazione, in totale stato di abbandono. Oggi, però, le terre coltivate superano i400 ettari, di cui60 avigneto. Nella zona dell’Alto Belice Corleonese crescono le varietà autoctone come Cataratto e Grillo per i bianchi, Nero d’Avola e Perricone per i rossi, vitigni alloctoni come Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Syrah e Merlot. I vitigni sono dedicati a a Pio La Torre a alla sua incessante lotta per la giustizia; al sindacalista di Baucina Nicolò Azoti, assassinato dalla mafia; al giovane capitano Emanuele Basile, comandante dei Carabinieri della Compagnia di Monreale, ucciso anche lui da Cosa Nostra. E naturalmente a Peppino Impastato, giovane siciliano assassinato dalla mafia, da cui il nome stesso dell’azienda, Cento passi. Come il film di Marco Tullio Giordana che racconta la vita e la morte del giovane dedicando il titolo a quei 100 passi che a Cinisi colmano la distanza tra la casa della famiglia Impastato e quella del boss mafioso Tano Badalamenti.

E come al solito, il Salone, meta di migliaia di appassionati e addetti ai lavori, ogni anno appare rinnovato. Un salone professionale, ma dal profilo easy per avvicinare un gran numero di visitatori alla loro prima esperienza con i vini naturali: così è Vivit-Vigne Vignaioli Terroir, il salone che Vinitaly dedica quest’anno alle produzioni enologiche da agricoltura biologica e biodinamica. Un luogo dove sommelier e ristoratori possono imparare a degustare un vino biodinamico o biologico sotto la guida esperta di un Master of Wine, ma aperto a tutti gli operatori che, in visita al più importante salone internazionale dedicato al vino, vogliono scoprire i vini naturali conversando con produttori e dibattendo con un bicchiere in mano guidati da un musicista e un cineasta che hanno fatto della passione per il vino una seconda professione. Vivit, ospitato al primo piano del Palaexpo – Ingresso A, vede la presenza di 127 produttori provenienti da Italia, Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. Giorno clou del salone è martedì 27 marzo, con il ciclo di conversazioni dal titolo ”La natura del vino” nella sala Tulipano al piano -1 del Palaexpo. Si inizia alle 10 con il corso/degustazione rivolto a sommelier e ristoratori di ”Introduzione ai vini naturali”, sotto la guida di Isabelle Legeron, unica donna Master of Wine francese. Il programma prosegue alle 11.30 con la degustazione “La verità del gusto” guidata da Nicolas Joly, produttore francese riconosciuto portavoce mondiale della biodinamica in viticoltura ed enologia. Alle 12.40 incontro su ”Il valore del marchio Demeter e il nuovo disciplinare per i vini biodinamici a marchio Demeter in Italia” con Marco Serventi, vicepresidente dell’Associazione. Emozionale l’ultimo incontro della giornata, alle 15.30, con la degustazione-dibattito ”Gustare, ascoltare, vedere con il vino” condotta in coppia dal musicista sommelier e scrittore di vino Giovanni Bietti e dal regista sommelier giornalista Jonathan Nossiter, autore tra l’altro del film Mondovino in concorso al Festival di Cannes nel 2004. Il vino come frutto dello stretto rapporto tra l’uomo e la sua vigna, visto attraverso l’occhio della macchina da presa e’ il filo conduttore dei quattro giorni di manifestazione. In partnership con il Festival internazionale cinematografico sulla vigna e il vino Oenovideo, storica manifestazione francese rivolta alla valorizzazione del vino, ViViT presenta un montaggio realizzato ad hoc dal titolo ”Vino e Ambiente”, frutto della selezione di sei film presentati alla rassegna. Una suggestione cinematografica che permetterà ai visitatori di gettare uno sguardo sul lavoro in vigna e sul suo ambiente naturale: un insieme di immagini che porterà all’interno di VIVIT la naturale espressione del vino.

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