TURCHIA: Proseguono gli scontri dopo uccisione giovane. E la famiglia di un altro ucciso viene minacciata dalla polizia





scontriankaraScontri si sono verificati nella notte ad Ankara fra polizia e manifestanti dopo la morte ieri di un giovane dimostrante brutalmente picchiato il 2 giugno scorso, riferisce Hurriyet online. La polizia ha attaccato con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua gruppi di giovani che commemoravano pacificamente con un sit-in vicino all’ambasciata Usa a Kizilay, nel centro della capitale, Ali Ismail Korkmaz, 19 anni, la cui morte e’ stata annunciata ieri mattina. Korkmaz era stato picchiato a lungo da diversi agenti in borghese armati di bastoni durante una manifestazione antigovernativa il 2 giugno scorso a Eskisehir. Quattro giovani manifestanti sono morti dall’inizio delle proteste a fine maggio contro il premier Recep Tayyip Erdogan. Un poliziotto inoltre e’ morto cadendo da un ponte in costruzione mentre inseguiva i manifestanti. Altri giovani che si erano riuniti ieri sera nella zona di Dikmen, sempre ad Ankara sono stati aggrediti e minacciati da un uomo armato di un machete, che non e’ stato fermato dalla polizia, riferisce Hurriyet. Nei giorni scorsi diversi incidenti analoghi sono stati registrati a Istanbul e Ankara. Uomini armati di coltelli da cucina o di machete hanno aggredito i manifestanti antigovernativi. A Istanbul una donna e’ stata ferita domenica. Gli aggressori, che secondo i manifestanti sono sostenitori del partito islamico Akp del premier, non sono stati arrestati.

La famiglia del giovane manifestante Ethem Sarisuluk, ucciso ad Ankara da un colpo alla testa sparato da un agente durante le proteste del primo giugno, ha denunciato di avere subito minacce da parte della polizia per avere chiesto che la giustizia punisca il colpevole, riferisce Hurriyet online. Secondo la stampa turca il comando della polizia di Ankara ha tardato settimane a comunicare alla procura il nome dell’agente responsabile dell’uccisione di Sarisuluk, un operaio alawita di 26 anni. Un giudice di Ankara ha poi deciso di lasciarlo a piede libero considerando che avrebbe agito per ‘auto-difesa’. Le immagini dell’episodio diffuse da Halk Tv mostrano che l’agente ha prima preso a calci un manifestante poi ha estratto la pistola e esploso almeno tre colpi, mentre Sarisduluk crollava a terra. La decisione del magistrato ha suscitato indignate proteste di manifestanti anti-governativi e stampa di opposizione, che hanno denunciato la ‘impunita” cosi’ garantita ai poliziotti responsabili della feroce repressione delle manifestazioni delle ultime settimane. La famiglia di Sarisuluk si e’ costituita parte civile. Secondo la stampa la polizia ha fra l’altro arrestato un manifestante testimone dell’incidente. Il fratello e la nuora del giovane ucciso Mustafa e Cigdem Sarisuluk hanno riferito, scrive Hurriyet, che la polizia ha perquisito per intimidazione le case di diversi membri della famiglia. Gli agenti hanno fra l’altro detto a una zia di Mustafa Sarisuluk di avvertirlo che “lo arresteremo non appena lo troviamo, perche’ parla troppo”. La brutalita’ della polizia turca contro i giovani manifestanti anti-governativi ha provocato una pioggia di condanne in tutto il mondo.

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