Rubrica “Scodinzolando s’impara” – I cani vedono a colori o in bianco e nero?

Gli occhi degli esseri umani, così quelli dei cani, contengono particolari cellule in grado di catturare la luce. Queste cellule specializzate sensibili ai colori prendono il nome di coni.  I cani, da questo punto di vista, hanno meno coni rispetto a noi e, tuttavia, la loro visione del colore non dipende solo dall’avere una minor quantità di coni, ma anche dall’avere coni di tipo diverso, ciascuno “sintonizzato” su una diversa lunghezza d’onda della luce. Noi esseri umani abbiamo 3 tipi di coni diversi: quelli sensibili al rosso, al verde e al blu. I cani, invece, ne hanno solo di due tipi. Per semplificare, potremmo dire che la vista del cane non è molto dissimile da quel che recepisce un daltonico. La gamma di colori che riesce a percepire è più ristretta.

Naturalmente questa differenza è riconducibile al fatto che l’occhio dell’essere umano si è evoluto per una visione diurna e più ricca di dettagli, al contrario dell’occhio del cane che ha sviluppato una migliore visione crepuscolare e notturna. A questo proposito, i cani compensano la penuria di coni con una sovrabbondanza di bastoncelli, l’altro tipo di fotorecettori che nella retina sono più sensibili in condizioni di scarsa luminosità.

Verso la fine degli anni ’80, il ricercatore Jay Neitz, che attualmente insegna all’Università di Washington a Seattle, ha congegnato un test per valutare la vista del cane in relazione ai colori: ai cani venivano presentati 3 pannelli, due dei quali dello stesso colore. Ogni volta che il cane premeva sul pannello di colore diverso veniva premiato con del cibo. Questo era possibile avendo addestrato precedentemente il cane a scegliere il cartoncino di colore diverso.

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fonte: www.fayeflamwriter.com

 

 

La domanda che però i ricercatori si posero era se il cane sceglieva in effetti il pannello per il suo colore o per la sua luminosità?
Utilizzando differenti luminosità per i pannelli scoprirono che il cane sceglieva esclusivamente in base al colore e non in base ad essa.
La figura sottostante mostra lo spettro elettromagnetico del cane a confronto con il nostro.

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fonte: www4.uwsp.edu

 

Come si può vedere dall’immagine, un oggetto che a noi appare rosso al cane sembrerà giallo, mentre un oggetto verde gli apparirà bianco o a sfumature di grigio.

Neitz con questo suo contributo ha potuto dare conferma del fatto che i cani vedono a colori, sebbene si tratti di una gamma più ristretta rispetto a quella che l’essere umano è in grado di percepire. Il loro mondo è prevalentemente giallo, blu e grigio.

 

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fonte: www.d4dogz.com

 

Ciò che tuttora continua a essere motivo di sorpresa è che la maggior parte dei giochi per cani è di colore rosso, una tinta che per il cane è davvero difficile da percepire. E’ immaginabile che questi oggetti, invece che essere pensati per ottimizzare il training dell’animale, siano progettati per rispondere maggiormente al gusto del proprietario. Del resto, il rosso è il colore prototipico dell’essere umano,  è cioè uno dei primi a cui pensiamo quando ci viene chiesto di rappresentare o immaginare un oggetto di un certo colore. Queste considerazioni destano ulteriore curiosità se si pensa che questi studi sulla visione del cane risalgono al 1989 (il pionieristico lavoro a cui mi riferisco è J. Neitz, T. Geist, G.S.Jacobs, “Color vision in the dog”, Visual neuro science, 3, 1989, pp.119-125.). Naturalmente, a questo lavoro fondamentale si sono susseguiti diversi contributi che, però, si discostano di poco da quanto venne scoperto per la prima volta da Neitz.

In che modo possiamo tener conto di questi preziosissimi dati? Anzitutto, per favorire un buon training sarebbe opportuno utilizzare dei giochi che abbiano un colore diverso. Mi spiego meglio. Se vogliamo lavorare sull’aspetto visivo del cane (per esempio, insegnare al cane a toccare un oggetto) dovremmo utilizzare un oggetto di colore blu; se , invece, vogliamo lavorare sull’aspetto olfattivo (come ad esempio far fare al cane una ricerca olfattiva di un oggetto) dovremmo prediligere oggetti di un colore che il cane ha difficoltà a distinguere e, in tal caso il rosso metterebbe d’accordo noi e il nostro pet.

 

Niccolò Persiani

Educatore cinofilo

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