Rubrica “Il Gastronauta” – In viaggio lungo Romantische Straße. Profumi e sapori del medioevo bavarese

CANZONE DI VIAGGIO

Sole, brilla adesso dentro al cuore,
vento, porta via da me fatiche e cure!
Gioia più profonda non conosco sulla terra,
che l’essere per via nell’ampia vastità.

Verso la pianura inizio il mio cammino,
sole mi fiammeggi, acqua mi rinfreschi;
per sentire la vita della nostra terra
apro tutti i sensi in festa.

Mi mostrerà ogni giorno nuovo,
fratelli nuovi e nuovi amici,
finché senza dolore ogni forza loderò,
e di ogni stella sarò ospite e amico.

(Hermann Hesse)

 

 

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Dopo molti anni e molti tentativi, sono finalmente riuscito a percorrere la mitica Romantische Straße, la strada che, partendo da da Füssen, nella bassa Baviera tedesca, ai confini con l’Austria, giunge, dopo un percorso di circa 360 km, a Würzburg, ridente cittadina sul fiume Meno, nella Franconia, cuore della Germania.

La Romantische Straße è un percorso che consente di scoprire borghi antichi e fascinosi, cittadine pregne di storia, attraversando fiumi indolenti, fra cui un Danubio ancora giovane, che si insinuano in paesaggi incantati sulle dolci colline tedesche, scoprendo, tappa dopo tappa, la cultura sociale, la vita di un popolo nelle liturgie della quotidianità.

Ho percorso la Romantische Straße in motocicletta, con un gruppo di amici, sfidando le pessime previsioni del tempo, agli inizi di giugno: ma Giove si è commosso davanti alla nostra tenacia e ci ha bagnato – con abbondanza, in verità – solamente una giornata.

Dopo un lungo attraversamento delle Alpi, siamo giunti a Füssen, splendida cittadina medioevale, incastonata tra fiumi e laghi della Bassa Baviera, ma nota soprattutto per i meravigliosi castelli di Neuschwanstein, l’onirica realizzazione di Ludwig II, il visionario Re di Baviera, e di Hohenschwangau.

Ed è qui che inizia la Romantische Straße.

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Riporto, per sommi capi, la descrizione delle principali tappe della Romantische Straße.

Neuschwanstein

E’ uno dei simboli della Baviera e della Germania nel mondo. Il castello è stato edificato da Ludwig II, il re delle favole, a partire dal 1869 come inno al romanticismo e alle leggende germaniche. Walt Disney lo prese come modello per la Bella Addormentata.

Hohenschwangau

L’origine del castello risale al 12° secolo quando venne edificato dai cavalieri di Schwangau che si estinsero nel ‘500. Abbandonato e in rovina, tra il 1832 e il 1836 venne fatto completamente restaurare dall’allora principe ereditario Massimiliano, padre di Ludwig II.

Wieskirche

La Wieskirche è un santuario la cui origine risale al 1730, anno in cui due monaci del convento di Steingaden realizzarono per la processione del Venerdì Santo una statua in legno raffigurante Cristo flagellato. Il miracolo avvenne il 14 giugno 1738.

Rottenbuch

L’origine del paese di Rottenbuch risale al 1073 quando venne fondata l’omonima abbazia dei Canonici Agostiniani dal duca Welf IV von Bayern. La chiesa, realizzata da Joseph e Franz Xaver Schmuzer e Matthäus Günther, è un gioiello del rococò bavarese.

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Schongau

Nel centro di Schongau spicca la Marienplatz con case tardo gotiche e la parrocchiale di Mariae Himmelfahrt, progettata da Dominikus Zimmermann. Fuori dall’abitato si trova Altenstadt, l’antico insediamento con la chiesa romanica di St. Michael.

Landsberg am Lech

Landsberg, pittoresca cittadina adagiata sulla riva del fiume Lech e situata all’incrocio della romana Via Claudia con l’antica Via del Sale, conserva un’impronta medievale. Una improvvisa notorietà arrivò nel 1924 quando Hitler venne rinchiuso nel carcere locale.

Augsburg

La città è stata fondata nel 15 a.C. dall’imperatore Augusto lungo la Via Claudia. Città Libera dell’Impero e centro della riforma protestante, Augusta conosce un notevole sviluppo economico e sociale grazie alla dinastia dei Fugger.

Donauwörth

Donauwörth sorge su una collina alla confluenza del Danubio con il Wörnitz. Da vedere la Reichsstrasse, l’asse del centro storico che congiunge il Rathaus con il palazzo dei Fugger, la parrocchiale Liebfrauenmünster, il museo delle bambole.

Harburg

Harburg è un suggestivo borgo adagiato lungo il fiume Wörnitz. La principale e più famosa attrazione è il possente Burg, la fortezza che domina la cittadina dalla collina. Edificato tra l’XI e il XII secolo dai conti di Oettingen, ospita al suo interno un bel ristorante.

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Nördlingen

Situata al centro della pianura del Ries, un enorme cratere formatosi milioni di anni fa dalla caduta di un meteorite, è l’unica cittadina tedesca che ha una cinta muraria interamente percorribile. Il centro è dominato dal “Daniel”, il campanile della chiesa di St. Georg, alto 90 metri.

Dinkelsbühl

Dinkelsbühl è una cittadina situata nell’idilliaca valle del fiume Wörnitz. Da vedere la cinta muraria, le ben conservate case a graticcio e la chiesa di St. Georg, punto di partenza della suggestiva visita guidata con il guardiano notturno in costume d’epoca. ›››

Feuchtwangen

Antica sede di un convento dei Benedettini e Città libera dell’Impero, Feuchtwangen nel 1806 è confluita nel Regno di Baviera. Tra le attrazioni principali si segnalano la Marktplatz e la Stiftskirche, la chiesa della Collegiata con l’annesso chiostro romanico.

Rothenburg

Tra le numerose cittadine della Baviera e in particolare della Strada Romantica emerge per bellezza quel gioiello dell’arte medievale che è Rothenburg ob der Tauber: dalla Marktplatz alla Herrngasse, dal Museo criminale al negozio di articoli natalizi Wohlfahrt.

Creglingen

Creglingen si trova nella regione del Baden-Württemberg ed è una delle ultime tappe della Strada Romantica. L’attrazione maggiore è la Herrgottskirche che custodisce al suo interno il meraviglioso altare della Madonna realizzato da Tilman Riemenschneider.

 

Weikersheim

Il castello di Weikersheim, ai margini dell’omonima cittadina e a pochi km dalla rinomata stazione termale di Bad Mergentheim, fu voluto da Konrad e Heinrich von Wighartesheim e le prime notizie risalgono al 1156. Splendido il giardino barocco.

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Würzburg

La fama della città è dovuta principalmente alla monumentale Residenz, riconosciuta dall’Unesco patrimonio universale dell’arte, all’Università e alla produzione del vino. Da visitare la fortezza Marienberg, il Duomo romanico, il Municipio.

Percorrere, con la giusta lentezza, la Romantische Straße, non è solo un’occasione per ammirare meravigliosi paesaggi naturali, chiese stupende, antiche abbazie, castelli da favola, piccoli e caratteristici paesi e città monumentali, ma anche per sostare nelle stupende, caratteristiche e caratterizzanti birrerie che si trovano, per fortuna in abbondanza, sul percorso, possibilmente nei “biergarten”, i tipici “giardini della birra”, degustando i piatti della cucina tradizionale bavarese, accompagnati da un buon boccale di birra o dai vini della Franconia, l’area dislocata a nord della Baviera, tra ridenti colline disseminate lungo le placide anse del fiume Meno.

In Germania la birra fa parte della cultura sociale del territorio: come il vino per il Friuli. Dopo un periodo di omologazione dei gusti, in cui le logiche industriali premiavano la quantità prodotta, sovente a scapito della qualità, negli ultimi lustri si è ritornati alla ricerca della qualità, partendo, in questa ricerca, da una intelligente e coordinata azione di materie prime locali prodotte secondo gli schemi tradizionali e recuperando l’orzo e il luppolo autoctoni, meglio adattati ai peculiari terreni in cui vengono coltivanti, e ritornando ai lieviti naturali. Una particolare cura viene posta nell’acqua, che viene acquisita da pozzi alimentati dalle falde ricche dei minerali della zona.

Le birre sono dunque ben differenziate a seconda dei territori di produzione: si parla infatti di “altbier” per le birre prodotte nell’area di Dortmund. La “kolsch” è la birra di Colonia. Le “Weizenbier” sono invece birre preparate con miscele contenenti da un quarto a un terzo di malto di frumento. La birra più diffusa è la “lager”, a bassa fermentazione; tra le “lager” , la più famosa è la “pilsner” – detta anche “pilsener” o “pils” – che è anche la più antica e prende il nome dalla città di Pilsen nella vicina Boemia. Anche per le “lager” vale il criterio della territorialità, come la “Munchner” la “Dortmunder”. Ricordo anche altre birre tedesche a bassa fermentazione: la “bock”, la “doppelbock” e la “marzen”.

 

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In Germania la birra viene abitualmente servita nel mitico “Maß”, il tradizionale boccale da un litro, fresca di produzione, ben spillata alla giusta temperatura da un fusto appena aperto, in modo da garantire la massima fragranza.

Nella degustazione della birra la parte da leone viene data dal “boccato”, che ci permette di percepire le sensazioni di acido, dolce e amaro, consentendoci contestualmente di valutare la qualità di malto e luppolo usati. Le birre “lager” e “pilsner” sono più ricche di retrogusto di orzo, di altri cereali e di differenti varietà di luppolo. In alcuni casi sono arricchite da note fresche floreali e da sentori fruttati, talvolta di agrumi e di mela verde.

Passiamo ora ad elencare, sommariamente, alcune delle ben 4.000 birre di produzione bavarese che hanno allietato le nostre serate sulla Romantische Straße.

AUGUSTINER

Di colore chiaro, questa birra prodotta in un’antica birreria a Monaco, forse la più nota tra le birre bavaresi, ha una schiuma non molto persistente; i profumi sono dominati dal luppolo e dall’intensità del malto che ricorda lo zucchero caramellato.

PAULANER HEFE WEISSBIER

La Paulaner è stata fondata nel 1634 dai monaci dell’ordine di S. Francesco da Paola. Oggi è la più grande fabbrica di birre di Monaco e produce 6 o 7 specialità. Ha una schiuma compatta e fine, profumi freschi e floreali con note di lievito; in bocca è fragrante, morbida e fruttata.

LÖWENBRÄU ORIGINAL

Anche questa fabbricata a Monaco, con spuma abbondante, mediamente persistente. Aroma di erba fresca, non intenso e poco persistente. In bocca è frizzante, di media corposità, con luppolo che compare discreto, ben equilibrato con il malto.

AYINGER WEISSE

Ayinger è un villaggio ai piedi delle Alpi poco distante da Monaco. Questa weisse è di colore paglierino e la schiuma è compatta e persistente mentre l’olfatto è caratterizzato da fiori e frutta matura con toni di affumicato. In bocca è fresca, fruttata e con una buona struttura. (ndr: è la mia preferita!)

ERDINGER WEISSBIER

La Erdinger è la più importante fabbrica di birre di frumento in tutta la Germania. Ha una schiuma aderente e persistente; il colore è paglierino spento mentre l’olfatto offre profumi fruttati con note floreali e un tocco speziato. In bocca è morbida e fresca.

FRANZISKANER

La Spaten di Monaco è molto famosa; al naso si apre con profumi intensi di frutta acidula, fiori freschi, ma anche sentori di cereale, non è molto frizzante.

PAULANER SALVATOR

E’ una doppelbock di colore bruno rossastro, con poca schiuma, esprime una gamma di profumi intensi: si avvertono caramello, malto tostato, miele di castagno, cioccolato, note speziate. L’impatto in bocca è quasi violento, avvolgente, con un netto sentore di liquirizia.

La cucina bavarese, e non è il classico stereotipo, si caratterizza di solito per tre elementi: patate, crauti e wurstel. Non si tratta solo di un luogo comune, di un pregiudizio culinario legato ai tedeschi: effettivamente questi elementi vengono sempre proposti tra i piatti principali. La cucina tedesca varia da regione a regione e quella bavarese sicuramente raggiunge livelli di grande interesse anche per viaggiatori italiani smaliziati.

Importantissimo, in Baviera, è il pane, il famosissimo brezel: si tratta di un pane diffusissimo anche in Alto Adige. Ha la forma di un anello con le due estremità annodate, viene preparato con farina di grano tenero, malto, lievito di birra, acqua, strutto. Alcune varianti lo producono con la farina di farro, di cereali o quella integrale. L’aspetto è lucido, merito della glassatura fatta con l’uovo sbattuto, su cui poi viene spolverato il sale grosso, il sesamo, i semi di zucca o quelli di girasole. Il Brezel si mangia a ogni ora, come accompagnamento dei pasti principali o come snack a metà mattina o metà pomeriggio, magari accompagnato con formaggio e prosciutto. Anche nei pub, la sera, viene spesso servito: il suo sapore infatti incrementa la sete, smorza gli effetti dell’alcol e viene utilizzato per favorire l’incremento del numero di birre ordinate.

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Molto amata nelle birrerie, anche per l’effetto “assorbente” dell’alcol, la “Bayerische Kartoffel”, patata bavarese, ovvero una patata con la buccia scottata in acqua, quindi farcita di formaggio, speck e verdure e successivamente cotta in forno: servita con senape e maionese è una meraviglia!

In Baviera si inizia solitamente un pasto con una zuppa a base di brodo di carne: agli inizi di giugno, la zuppa tipica è basata sugli “spargel”, gli asparagi, con l’ottima variante degli “Fränkischer Spargel”, asparagi di Franconia, dove il brodo viene arricchito dal profumato vino Silvaner. Squisite anche le zuppe con i “Knodel”, canederli, impastati con lo speck, o – eccezionali! – con il fegato di maiale o vitello. Ottima la tradizionale “Rumfordsuppe”, minestra di orzo e verdure di stagione.

Tra le pietanze di entrata, oltre alle zuppe, vi sono anche gli “Spätzle”, la tipica pasta “stracciata” all’uovo, e i “Maultaschen”, ravioloni – anche di patate – ripieni.

Passando ai i piatti forti, il ruolo principe viene detenuto dal “Weißwurst”, sapidissima salsiccia bianca, tipica della zona di Monaco, ma diffusa in tutta la Baviera, servita insieme alla senape dolce e ai Bretzel. E ancora l’”Haxen”, ovvero il cosciotto di maiale o di vitello, che viene spesso accompagnato con patate lesse o gnocchi di patate farciti, i già citati “Knodel”.

Imperdibili – li adoro! – i mitici “Nürnberger Rostbratwürste”, würstel alla griglia di Norimberga, abitualmente serviti su un delicato lettino di patate lessate e condite con formaggio fuso o cipolla.

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In giugno, venivano proposti in tutti i ristoranti gli ottimi “Schrobenhausener Spargel” asparagi di Schrobenhausen: lessati e ricoperti con una maionese casereccia densa e molto ricca di tuorlo d’uovo.

Ma i piatti veramente “forti” della cucina bavarese sono sicuramente lo “Schweinebraten mit Spätzle”, lo stupendo arrosto di maiale, cotto al forno, con la cotenna croccante e le carni morbidissime e profumate, servito con i già narrati “Spätzle”, e lo “Schweinshaxe mit Sauerkraut”, un piatto di commovente bontà: uno stinco di maiale, con cotenna, lungamente cotto a fuoco lento ed accompagnato con i mai abbastanza celebrati crauti, insaporiti da pezzettini di speck e “Kümmel”, cumino. Ricordo che i crauti, “Kraut” in tedesco, sono il prodotto della fermentazione dei cavoli cappucci, un processo naturale che viene controllato con l’aggiunta di sale da cucina. Il risultato è un alimento ricco di vitamine e sali minerali che, contrariamente a quanto si pensa, è facilmente digeribile e, anzi, vanta un efficace potere digestivo, perché in grado di rinforzare la flora batterica dell’apparato digerente, allontanando così batteri e virus patogeni.

La cucina tedesca si accompagna ordinariamente con boccali di birra, ma in Franconia, nell’alta Baviera, si possono degustare gli ottimi vini ivi prodotti, i “Frankenwein”, fra cui il profumatissimo Silvaner, che ben accompagna le saporite trote del fiume Meno, le quali vengono abitualmente cucinate in cartoccio o grigliate.

Tra i tanti dolci bavaresi, da assaggiare è la Schwarzwälder Kirschtorte, originaria della zona della Foresta Nera, ma diffusissima in tutta la Germania: si tratta di una torta di ciliegie che bene si combina con la grappa di ciliegie chiamata Kirschwasser.

Imperdibile, soprattutto nella bassa Baviera, l’”Apfelstrudel”, il mitico strudel alpino di mele, arricchito con cannella e chiodi di garofano.

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Ma il mio dolce preferito è sicuramente la “Bayerische Creme”, o crema bavarese, di cui accludo di seguito la ricetta, carpita dalla cuoca del delizioso ristorante annesso all’AlpenHotel di Füssen: è una crema delicata, fatta con uova, vaniglia e panna montata, viene decorata, a seconda delle stagioni, con bacche fresche, composta di frutta o cioccolato e servita come dessert. La ricetta sembra essere di Isabeau de Bavière, figlia del duca Stephan di Baviera.

Ingredienti per 4 persone

2 fogli di gelatina300 g di panna3 tuorli d’uovo50 g di zucchero a velo2 stecche di vanigliaun cucchiaio di grappa “kirsch”, di ciliegielamponi (o altri piccoli frutti)

Preparazione

In primis si deve ammorbidire la gelatina in acqua fredda. Quindi si deve montare la panna, ma non troppo. In una terrina si dovranno sbattere i tuorli d’uovo con lo zucchero e la vaniglia, fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio.

A parte, si dovrà riscaldare la grappa, senza portarla ad ebollizione; ad essa si aggiunga progressivamente la gelatina, mescolando con un cucchiaio di legno in modo da scioglierla del tutto. Si unisca quindi la grappa al composto e ad un terzo della panna preparata. Il resto della panna si dovrà aggiungere molto lentamente e senza sbatterla.

Si distribuisca il composto in 4 formine e lo si lasci raffreddare, coperto, per 2 ore in frigorifero. Prima di togliere la crema dalle formine, si immergano queste ultime per 7 a 8 secondi nell’acqua calda; si proceda ad ornare la crema con i lamponi o altri piccoli frutti di stagione, ma anche con cioccolata amara o marmellate caserecce di frutta.

Obbligatorio accompagnare questa deliziosa crema bavarese, ma anche gli altri dolci, con uno strepitoso “Lindauer Obstbrandweine”, ovvero con una ammaliante, profumata acquavite bavarese, in genere aromatizzata con frutta o erbe di montagna.

Ma, alla fine, dopo un’elencazione di cose così prosaiche, come il bere, il mangiare, cosa c’è di romantico sulla Romantische Straße?

… molto, in realtà!

La sagoma ardita del Castello di Neuschwanstein che si nasconde tra le brume della notte  e le inquiete cime dei pini tormentati dalla brezza alpina che scende con esuberante arroganza dai circostanti monti ancora innevati, dove il visionario re Ludwig II di Baviera, ascoltava, immerso nella sua immensa solitudine, l’immortale musica di Wagner.

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O percorrere, con un filo di gas della moto, le sinuose, ordinate stradine che costeggiano i tanti laghi della bassa Baviera. O, ancora, ammirare le acque del Danubio – gonfiate dalla pioggia irruenta di questo strano mese di giugno – riflettere la tormentata luna che gioca a nascondino fra le grevi, basse, nere nuvole di Donauwörth.

E le rose, le policrome rose che crescono, in un turbinio di profumi, lungo il Meno, in Franconia, nella ridente cittadina di Randersacker am Main, circondata da ripide colline ricolme di filari di viti di Silvaner, un vino che, lui pure, profuma di rose.

Ma anche il camminare a passo lieve tra gli stretti vicoli, le incombenti mura degli splendidi palazzi dell’incantata cittadina medioevale di Rothenburg o ammirare, guardando dall’alto campanile della stupenda chiesa tardogotica di St. Georg, un nido di cicogne sul ripido tetto del Rathaus di Nördlingen.

….e tanto altro ancora….

 

 

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