Questa notte è iniziata, astronomicamente parlando, la stagione estiva con il solstizio d’estate

Questa notte è iniziata, astronomicamente parlando, la stagione estiva con il solstizio d’estate. Il solstizio d’estate è un momento preciso, non un intero giorno: è stato questa mattina alle 6:24. Il giorno in cui cade il solstizio d’estate è quello con più ore di luce dell’anno, così come il giorno in cui avviene quello d’inverno è quello che ne ha meno. L’estate durerà fino al 22 settembre, data del prossimo equinozio d’autunno.

Le ore di luce e quelle di buio invece sono uguali durante gli equinozi (anche se non è proprio sempre così, per una serie di variabili), che corrispondono con l’inizio dell’autunno e della primavera. Equinozi e solstizi sono tra gli eventi astronomici più semplici da notare sulla Terra, e probabilmente anche per questo motivo sono entrati nella tradizione di moltissime culture, dove sono utilizzati per determinare, un poco a spanne, il cambiamento delle stagioni.

 Per capire chiaramente cosa sono i solstizi e gli equinozi bisogna cominciare da alcuni semplici concetti di astronomia. Il Sole sta fermo (si muove anche lui alla lunga, a voler essere precisi), e la Terra gli gira intorno e intanto ruota su se stessa. Questa condizione fa sì che sulla Terra vediamo ogni mattina il Sole alzarsi all’orizzonte (alba), attraversare la porzione di cielo visibile sopra la propria testa e poi toccare nuovamente la linea dell’orizzonte verso sera (tramonto). Visto che lo spostamento del Sole nel cielo in realtà è determinato dal movimento della Terra, viene definito “moto apparente”.

Il modo di rivoluzione della Terra intorno al Sole determina i solstizi e gli equinozi. L’equinozio corrisponde al momento in cui il piano dell’equatore celeste (cioè la proiezione dell’equatore terrestre sulla sfera celeste) e quello dell’eclittica (il percorso apparente del sole nel cielo) si intersecano. Durante il solstizio, piano dell’equatore celeste ed eclittica sono al loro massimo della distanza, e il Sole a mezzogiorno è alla massima o minima altezza rispetto all’orizzonte.

A causa della diversa durata dell’anno solare rispetto a quello del calendario, il momento in cui cade il solstizio varia di anno in anno di circa 6 ore (precisamente 5 ore, 48 minuti e 46 secondi): è proprio per evitare eccessivi sfasamenti e recuperare questa differenza che ogni quattro anni il nostro calendario aggiunge un anno bisestile. In questo modo anche l’oscillazione del solstizio è limitata ad un paio di giorni: in Italia il solstizio d’estate si verifica il 20 o il 21 giugno, quest’anno il 21. E quindi buona estate astronomica.

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