OLYMPIAZZA: Jessica Rossi, freddezza glaciale ed un futuro davanti





Il sesto oro per la squadra italiana a Londra 2012 arriva,inaspettata ai più,dalla disciplina regina del tiro a volo,il trap. Ci pensa l’appena ventenne Jessica Rossi,che è riuscita a sbaragliare la concorrenza di atlete ben più esperte di lei come l’australiana Barogh,oro ad Atene 2004,e l’americana Rhodes,fresca vincitrice nello skeet,finita addirittura fuori dalla finale.

Il giorno più bello per la giovane emiliana,spostatasi nelle vicinanze di Padova per potersi allenare ad un livello superiore,è cominciato sotto la pioggia battente alle 9 di mattina ai Royal Batillery Barracks,splendido complesso a Greenwich,con un perfetto 25 piattelli distrutti su 25,a pari merito con altre tre atlete. A causa dell’orario e delle condizioni climatiche,gli spettatori alla prima sessione di qualifica non erano numerosi,a parte i tanti tifosi sammarinesi accorsi in massa per sostenere Alessandra Perilli,punta di diamante di una delle più piccole delegazioni dei Giochi e seria candidata ad una medaglia. La seconda sessione,cominciata un’ora abbondante più tardi e sul campo centrale,vede l’accorrere anche di tanti supporter francesi,slovacchi,giapponesi e,naturalmente,italiani.

Il tempo migliora,le prestazioni delle avversarie peggiorano: al termine della seconda sessione solo Jessica e la francese Reau procedono a passo spedito con 50/50,mentre al termine della terza ed ultima qualifica,la Rossistabilisce il nuovo record mondiale con un meraviglioso 75/75,distaccando di due piattelli la slovacca Stefecekova e trela Reauela Barogh.

La finale comincia alle 16,le tribune sono ormai piene da più di un’ora e mezza,e il sole sembra poter reggere per tutta la durata degli ultimi 25 piattelli. L’atmosfera è elettrica e i presenti sono pronti a sostenere le proprie beniamine fin dal loro ingresso in campo. Fin dall’inizio della finale,Jessica dà l’impressione di essere ancora concentrata al 100%,e il suo percorso è perfetto fino al diciassettesimo piattello,quando il suo errore,che si rivelerà poi l’unico,suscita sospiri di disappunto fra il pubblico presente e poi un lungo applauso di incoraggiamento. A questo punto della garala Rossiha già tre piattelli di vantaggio sulla slovacca seconda,ma c’è da porsi il quesito se la tenuta mentale,fino al momento di ghiaccio,potrà continuare ad essere quella dei piattelli precedenti. Nonostante la giovane età,la risposta è positiva e il cammino verso l’oro riprende come se nulla fosse; la vittoria arriva matematicamente al novantaseiesimo lancio per un tripudio di gioia degli italiani presenti,non importa se la gara non è finita e le altre finaliste devono finire il loro turno. La gioia è troppa e il percorso è stato qualcosa di troppo simile alla perfezione per non esultare,alla faccia del solitamente silenzioso ambiente del tiro a volo.

Al suono delle note dell’inno nazionale è festa grande,i britannici assistono divertiti e si complimentano,i giornalisti circondano Jessica che appare in un primo momento appare stranita,ma dopo pochi minuti,l’emiliana comincia a rispondere all’infinità di domande con maggiore tranquillità,segno di come sia forte il suo carattere in campo. Con un pensiero alla sua terra,ai suoi compaesani,ai suoi genitori che hanno subito il terremoto. Dedicando loro i record juniores,olimpico e mondiale.

Guglielmo Migliori





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