MOSTRE: a San Godenzo i “Pittori Macchiaioli tra ‘800 e ‘900”

Dopo il successo dell’esposizione che lo scorso anno ha richiamato, piedi del Monte Falterona, nel piccolo paese di Il Castagno d’Andrea oltre cinquemila persone,  il Comune di San Godenzo torna a proporre un nuovo consistente numero di importantissime opere di pittura di macchia.

Con la mostra di quest’anno si completa l’esposizione al pubblico di una tra le più interessanti e rigorose collezioni private di pittura tra ottocento e novecento. Una raccolta andata dispersa dopo la morte del proprietario e che il curatore Giuseppe Figna è riuscito a riunire mostrando, nell’allestimento fornito dalla Firenze Laboratori Opera, un corpus di opere di alta qualità pittorica, con punte di assoluta eccellenza, che rivelano le straordinarie doti degli artisti e la squisita sensibilità ed il gusto del collezionista.

L’esposizione, caratterizzata anche dalla ricostruzione di un salotto-studio dell’epoca e dalla presenza di numerose fotografie, documenti ed oggetti attraverso i quali è possibile comprendere l’atmosfera che circondava gli artisti ed inquadrare il periodo storico in cui vissero, è il necessario ed indispensabile completamento di quella del 2010 nella quale furono mostrati capolavori assoluti dei padri della “macchia”.

Ben 65 opere di allievi, più o meno diretti, di Fattori, Lega, Signorini,  che pur nel rinnovamento non tradirono le origini e la tipicità degli insegnamenti ricevuti dai maestri macchiaioli,  consentiranno di  seguire l’evoluzione di questo movimento verso la moderna pittura europea.

65 opere di assoluto valore che, in molti casi, rappresentano i vertici della pittura postmacchiaiola  e che, rapportate agli autori, forse sono anche più importanti di quelle mostrate l’anno scorso e completano la esposizione della raccolta di chi per primo le collezionò ma anche la panoramica sulla parte migliore della pittura toscana tra 800 e 900, quella che costruì  il futuro ma guardando il passato.

Dopo il grande successo già ottenuto dal catalogo, unico per il biennio, i visitatori potranno acquistarne le ultime copie rimaste. L’opera, assai curata anche dal punto di vista grafico, lascia al memoriale del collezionista un viaggio senza tempo tra realtà e fantasia ed il compito di sostituire sia la biografia degli artisti con precisi riferimenti ai fatti principali della loro vita e curiosi aneddoti, sia le schede poiché già analizza tutte le opere.

Alle riproduzioni di queste ultime, tutte a colori, sono comunque aggiunti  i dati tecnici. Un testo semplice ma storicamente accurato, un libro più che un catalogo che consente anche ai non esperti di avvicinarsi alla storia dell’arte toscana del XIX secolo fornendo loro un innovativo strumento di consultazione e di informazione.

“Mi piace sottolineare l’importanza di aver dato seguito a mostra dello scorso anno, afferma soddisfatto il Sindaco di San Godenzo, Alessandro Manni, con la seconda parte realizzata grazie al grande impegno di tutti, malgrado le grosse difficoltà economiche che affliggono i piccoli comuni come il nostro. Va riconosciuta l’importanza che la prima parte della mostra ha avuto per il territorio, anche a livello turistico, con il flusso di oltre 5.000 presone, con l’indotto e la ricaduta che questo comporta. E’ la dimostrazione che l’impegno e la passione portano a grandi risultati e che il binomio cultura-ambiente sono un’arma vincente, da sfruttare per il nostro Comune. Oltre che un arricchimento culturale per l’intera comunità che in questi tempi appare in controtendenza, anche in realtà molto più grandi. Mi preme ringraziare in particolar modo, conclude Manni, l’Assessore alla Cultura, Marilena Saletti, che tanto si è data da fare per questa iniziativa, le tante persone che con passione, dietro le quinte, hanno lavorato e lavoreranno per la buona riuscita dell’evento, e su tutti Giuseppe Figna, che anche in questo anno ha seguito, quotidianamente, con la consueta passione e competenza, il nascere e lo svilupparsi di questo progetto.”

Inoltre la manifestazione si legherà con l’”Estate Musicale”, che poterà nell’attigua chiesa, che ospita il Crocifisso di Pietro Annigoni, alcuni dei maggiori nomi della classica mondiale, che raggiungeranno la frazione di San Godenzo arrampicata sulle pendici del Falterona, grazie al grande e scrupoloso lavoro di Don Bruno Brezzi.

Motivo in più, insieme alla bellezza del paesaggio, la qualità dell’aria ed una eccellente enogastronomia, per scegliere di vivere una giornata, nel nome dell’arte e non solo, a Castagno d’Andrea.

Ascolta le interviste del dopo conferenza stampa al Sindaco di San Godenzo Alessandro Manni e al curatore della mostra Giuseppe Figna cliccando sui link sotto:

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