MEDICINA: Lo sfogo di Tirelli dopo i limiti sulla sperimentazione sugli animali. “L’Italia non è un paese per scienziati”





ricercatorivirus“Questo intervento sulla limitazione alla sperimentazione sugli animali ai fini della ricerca di nuovi farmaci, e non solo, e’ l’ennesima dimostrazione che il nostro non e’ certamente un Paese per scienziati”. Lo afferma Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di oncologia medica dell’Istituto tumori di Aviano (Pordenone), dopo il via libera della Camera al recepimento della direttiva Ue in materia di test scientifici su animali di laboratorio, resa nell’iter italiano piu’ restrittiva. “Continueremo pertanto a comprare i farmaci che vengono approvati negli altri Paesi dopo l’obbligatoria sperimentazione sull’animale – aggiunge Tirelli – con il solito tasso di ipocrisia oramai ai limiti dell’insopportabile, anche dopo i numerosi interventi di riviste scientifiche come Nature”. “Ci lamentiamo tanto della fuga all’estero dei nostri cervelli e vorremmo che tornassero – continua l’oncologo, uno dei 12 scienziati che nelle scorse settimane hanno indirizzato un appello alle Istituzioni, per garantire il recepimento della direttiva Ue nella sua versione originale, senza le modifiche apportate in Senato – ma il mio augurio e’ che rimangano nei Paesi culturalmente avanzati scientificamente e non ritornino in questo Paese in cui l’ignoranza scientifica e’ ormai diffusa come un virus epidemico”. “Per fare un esempio, la prima volta al mondo in cui gli scienziati sono stati condannati per non aver previsto un terremoto – cosa che ha scandalizzato tutti i Paesi avanzati – si e’ verificata in Italia, nel silenzio totale delle istituzioni preposte”, aggiunge Tirelli. “Comunque – conclude – nel nostro Paese dovremo arrivare a scegliere gli uomini che dovranno sottoporsi alle sperimentazioni sui farmaci o quant’altro, visto che non sara’ piu’ possibile farlo sugli animali”.

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