MALTEMPO: Aggiornamento della situazione delle 17





Non accenna a lasciare il nostro Paese l’ondata di maltempo che ormai da 48 ore sta interessando l’intera penisola dove si registrano nevicate, temporali, temperature in calo e venti molto forti. Anzi, spiega una nota della Protezione civile, il fronte perturbato già attivo su buona parte delle regioni, alimentato da aria fredda, continuerà a determinare condizioni di maltempo con nevicate fino a bassa quota sull’Italia centro-settentrionale.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della protezione civile ha emesso un ulteriore avviso di avverse condizioni meteorologiche, che estende quello emesso nella giornata di ieri e che prevede dal pomeriggio di oggi l’insistenza di nevicate fino a quote di pianura su Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Toscana ed Umbria, con quantitativi complessivi generalmente moderati. Sulle regioni appenniniche centrali le nevicate sono previste fino ai 200-400 metri, sempre con cumulate moderate. Alla luce della persistenza di condizioni meteorologiche avverse “si rinnova l’invito alla massima prudenza nella guida a quanti si trovassero in viaggio nelle zone interessate dalle precipitazioni nevose. In particolare si consiglia di informarsi sulle condizioni della viabilità per il percorso che si intende seguire, prevedendo la necessità di dotarsi di catene o gomme invernali. Il Dipartimento della Protezione civile -conclude la nota- continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile”.

Circa 1.500 carabinieri, divisi in 800 pattuglie, sono impegnati in queste ore sulle strade dell’Emilia-Romagna per controllare la difficile circolazione stradale ed eventualmente aiutare gli automobilisti in difficoltà. Per tutta la notte sono stati presidiati i caselli autostradali per impedire ai camion di entrare in autostrada. Numerosi gli interventi in soccorso degli automobilisti alle prese con incidenti, seppure non gravi, causati dal fondo stradale innevato.

Nonostante la neve che continua a cadere abbondante sulla Regione, in Lombardia tutte le linee ferroviarie sono aperte e la circolazione dei treni è regolare con qualche rallentamento. Una nota delle Fs comunica che i maggiori ritardi si registrano sulle linee Milano-Piacenza (tra i 30 e i 60 minuti) e Milano-Voghera (compresi fra i 15 e i 30 minuti). Rete Ferroviaria Italiana ha comunque rafforzato, con più di 200 uomini, il personale addetto a mantenere in efficienza l’infrastruttura. Nel corso della notte sono state effettuate 10 corse ‘raschiaghiaccio’ sulle principali linee. Analoghi interventi e potenziamenti sono previsti anche per la giornata di domani.

Nuove nevicate nel pomeriggio su Torino e su gran parte del Piemonte. Dopo una tregua nel tardo pomeriggio, le nevicate – fa sapere l’Arpa – dovrebbero riprendere ancora in serata e durare tutta la notte fino a domattina. Le temperature permangono rigide (alle 14 alla Capanna Margherita c’erano 27 gradi sotto zero e a Torino 2,7 gradi sotto zero). Il picco di gelo è previsto a partire dalla notte tra giovedì e venerdì, quando tornerà il sereno e le minime arriveranno a -10 anche in città con punte fino al -16 nel basso alessandrino.

Le nevicate sono, per ora, a intermittenza, ma il maltempo continua a creare disagi in quasi tutto il Molise: sulle strade sono in azione senza sosta i mezzi spartineve e spargisale, mentre sono già almeno una decina i sindaci che hanno disposto la chiusura delle scuole per la giornata di domani. La lista è comunque destinata ad allungarsi tra il tardo pomeriggio e la serata. Sono molti infatti i primi cittadini che stanno attendendo di conoscere lo sviluppo della situazione meteo prima di firmare i provvedimenti di sospensione delle lezioni. Fino a questo momento la neve è caduta abbondante solo sulle località di montagna, al di sopra dei mille metri, dove in alcuni casi la coltre sfiora il mezzo metro. Decisamente diversa la situazione nel capoluogo: a Campobasso alle nevicate si sono alternate, sia stamattina che nel pomeriggio, delle momentanee schiarite e la neve per ora ha solo imbiancato la città. Resta comunque l’allerta in vista del peggioramento annunciato per le prossime ore.

In Toscana, secondola Protezione Civile Regionale mezzi e uomini sono al lavoro dalle prime ore di stamani su tutto il territorio. Le nevicate più importanti nei comuni del Chianti, sull’Amiata, in Valdera e Val di Cecina, dove gli accumuli di neve arrivano dai 30 ai50 centimetri. Alla sala operativa della Protezione civile della Regione Toscana non risultano comunque problemi di particolare gravità a parte qualche rallentamento alla circolazione su molte strade secondarie di tutti i comuni soprattutto in Val di Cecina.

I disagi più rilevanti derivano da una serie di black out diffusi in tuttala Toscana. Settantasono le linee elettriche interrotte. Per ripristinarle sono al lavoro circa 400 uomini di Enel che contano di riportare la situazione alla normalità fra il primo pomeriggio di oggi e, nelle zone più difficilmente raggiungibili, nella serata. In particolare, in un istituto per disabili con circa 60 ospiti nel comune di Fauglia (Pi) che si trova senza energia elettrica da stanotte, è stato portato un generatore di emergenza.

Per quanto riguarda la circolazione, sono state riaperte in mattinata la superstrada Fi-Pi-Li e l’Autopalio. Ci sono ancora filtri della Polizia stradale sulla ER45 della Val tiberina e sul tratto della A1 Arezzo – Roma. Si registrano criticità alla circolazione soprattutto all’imbocco dell’A1 in prossimità dei caselli di Calenzano e Barberino dove sono stati bloccati tutti i Tir ai quali non è stato permesso di immettersi sull’autostrada. Problemi per mezzi intraversati, la strada regionale 71 nel comune di Arezzo e la strada provinciale 13 nel comune di Castiglion Fibocchi.

Per quanto riguarda la circolazione dei treni, si registrano ritardi per i treni regionali e anche ritardi che si aggirano dai 30 ai 40 minuti per i treni AV sia sulle linee di Bologna che di Roma.

Al momento si registrano deboli nevicate fino a bassa quota nella provincia di Arezzo. Nevicate in atto sul Grossetano (collina), su tutto l’Appennino (in particolare i versanti emiliano-romagnoli). Vento forte con intensità tra 30 e50 km/hsu gran parte della Toscana e con raffiche fino a70 km/halla Gorgona. Formazione di ghiaccio in collina sulle province settentrionali. I fenomeni nevosi sono comunque in graduale attenuazione. Dal pomeriggio le nevicate più rilevanti tenderanno ad isolarsi sull’Appennino in particolare fiorentino ed aretino. Tuttavia deboli nevicate saranno ancora possibili sul resto della regione e in particolare su Colline Metallifere ed Amiata.

Anche in Mugello, al momento, si registrano lievi e sporadiche nevicate concentrate per lo più sulle aree appenniniche senza particolari problemi sulle viabilità che risultano complessivamente percorribili, sempre con pneumatici termici e catene a bordo.

Permangono comunque in alcune zone, in particolare collinari e montuose, tratti ghiacciati e innevati per la presenza di temperature rigide (temperatura minima Passo del Giogo e Monte di Fò – 6.8 gradi).  I fenomeni nevosi sono in graduale attenuazione. Dal pomeriggio le nevicate più rilevanti tenderanno ad isolarsi sull’Appennino, sulle aree più montuose. Temperature in calo.

Il Centro intercomunale di Protezione civile Mugello, insieme a personale e mezzi comunali, sta seguendo e monitorando la situazione.

La nevicata, che nella nottata si è abbattuta sulla Toscana, ha provocato la caduta di piante ad alto fusto che, sotto il peso della neve e in alcune zone anche a causa del fortissimo vento, hanno travolto e tranciato le linee elettriche di media e bassa tensione in più punti. Nel momento di maggiore criticità erano 150 le linee di media tensione fuori servizio. Fin dalla notte sono sul campo 430 operativi e 70 tecnici, comprensivi dei rinforzi giunti dall’Emilia Romagna, dal Lazio e dalle Marche oltre a ditte esterne con uomini e mezzi. La Task Force toscana di Enel, coordinata dai Centri Operativi di Firenze e Livorno che individuano criticità in tempo reale e raccolgono segnalazioni, conta 432 mezzi ordinari, oltre a 70 tra mezzi speciali e gruppi elettrogeni. Le aree più colpite sono le province di Pisa nelle aree di Calci e San Giuliano Terme, l’empolese,la Val di Cecina, Siena nella Val d’Orcia,la Val di Chiana,la Val di Nievole, la montagna pistoiese, le aree montane della Toscana e alcune zone della costa livornese, tutte interessate guasti a macchia di leopardo. Le squadre Enel intervengono guasto su guasto per ripristinare il servizio elettrico in ogni punto dell’articolato sistema elettrico toscano, che comprende 26.500 km di linee di media tensione, 57.881 km di bassa tensione, 150 impianti primari e 37.773 cabine secondarie.

L’agricoltura italiana comincia a fare i conti con l’ondata di maltempo che ha colpito l’Italia. Freddo, gelo e neve costano caro al settore primario, in termini di perdite e disagi: esplodono le spese per il riscaldamento delle serre e delle stalle, le produzioni orticole in campo aperto vanno in ‘tilt’ con il pericolo di congelamento e blocco della crescita e al di sotto dei -2 gradi di temperatura media giornaliera cala fino al 20 per cento la resa produttiva degli animali da latte. Ma quello che spaventa di più è sicuramente il ‘caos viabilità’, che rallenta drasticamente il trasporto e la distribuzione dei prodotti, soprattutto quelli freschi”. È quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Il settore, aggiungela Cia, “già sconta i danni provocati dal blocco dei tir, che è costato all’intera filiera agroalimentare oltre 200 milioni di euro, di cui la metà solo all’agricoltura. Ora la paura è quella di un nuova paralisi della circolazione autostradale che avrebbe effetti diretti sui campi, visto che in Italia ben 9 prodotti agroalimentari su 10 viaggiano su gomma per arrivare dal campo alla tavola. Un problema che riguarda prima di tutto le aziende situate in aree interne e di montagna, dove gli agricoltori sono già al lavoro con i loro mezzi per liberare strade ed evitare il rischio ‘isolamentò”. Intanto, concludela Cia, “il freddo polare sta già facendo lievitare la voce ‘energià. Il riscaldamento costante di serre e stalle, infatti, significa un ulteriore aggravio sui costi produttivi compreso tra il 10 e il 15 per cento. Una stangata vera e propria, tanto più che il prezzo del gasolio agricolo è aumentato nel giro di due anni del 130 per cento”.





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