LEGAMBIENTE: Blocco fonti rinnovabili è un disastro per la Toscana

Il blocco alle fonti rinnovabili e’ un disastro per lo sviluppo sostenibile del paese e una forte battuta d’arresto per il polo delle rinnovabili in Toscana. A sostenerlo e’ Legambiente in un nota annunciando che chiedera’ alla Commissione europea di verificare la conformita’ del Decreto approvato che non risulta essere in linea con la politica comunitaria del settore. Il decreto legislativo del Governo relativo all’uso di energia da fonti rinnovabili, sottolinea l’associazione ambientalista, ”rischia di frenare in modo assurdo e inconcepibile lo sviluppo delle energie rinnovabili nel nostro paese. Nonostante il dietrofront sul tetto annunciato in precedenza di 8 GW per il fotovoltaico, la situazione rimane comunque preoccupante soprattutto per l’incertezza creata dal nuovo ‘limite annuale di potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono ottenere la tariffa incentivante’. In parole povere un nuovo tetto massimo, ancora sconosciuto, che lascera’ nella piu’ totale incertezza e precarieta’ imprenditori e cittadini, dando la sicurezza degli incentivi solo a coloro che hanno gia’ i cantieri aperti e che termineranno i lavori entro maggio”. ”Cio’ che appare folle e miope -spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente- e’ che al contrario di cio’ che sta accadendo in tutti gli altri paesi europei, in Italia non si vuole favorire un reale e concreto abbattimento delle emissioni climalteranti e della CO2 e quindi lo sviluppo di una green economy che abbia le fonti rinnovabili come strumento essenziale di innovazione e sviluppo”. Con l’attuale decreto, aggiunge Gentili, ”si arresta il processo delle fonti rinnovabili in Italia e in Toscana, scoraggiando chiunque a installare impianti fotovoltaici e frenando fortemente lo sviluppo per il raggiungimento degli obiettivi vincolanti al 2020 e il Piano italiano per lo sviluppo delle rinnovabili presentato pochi mesi fa a Bruxelles. Tutto questo anche per la Toscana rappresenta un forte freno alle potenzialita’ di sviluppo che avra’ effetti gravi e dannosi, visibili gia’ nel 2011: arresto del processo virtuoso legato alla diffusione della generazione distribuita in tutto il territorio regionale e drastico calo dell’occupazione del settore”. Per eolico, biomasse e idroelettrico la situazione, rileva Piero Baronti, presidente Legambiente Toscana, ”e’ ancora piu’ grave viste le forti riduzioni previste per tutte le altre fonti rinnovabili. Anche il valore dei certificati verdi, ad esempio, subira’ comunque una retromarcia dannosa con il 22% di taglio retroattivo agli incentivi. Un provvedimento di questo tipo darebbe una vera e propria battuta d’arresto anche nella nostra realta’ regionale al significativo sviluppo delle fonti rinnovabili che abbiamo visto in questi ultimi anni”. Di fatto, sottolinea, ”l’attuale Governo cerca di imporre la scellerata scelta del nucleare scoraggiando fortemente la diffusione delle fonti alternative di energia. La grande mobilitazione dei giorni scorsi dimostra in ogni caso la forza delle rinnovabili e il consenso che hanno tra i cittadini, e questo servira’ a cambiare il decreto e far capire che le energie pulite sono l’unica alternativa all’attuale, costoso e inquinante modello energetico, e a battere il nucleare”. Per Legambiente, quindi, non ha senso bloccare gli incentivi mentre e’ fondamentale e significativo, come avviene nel resto d’Europa, razionalizzarli e dare delle indicazioni chiare in termini di programmazione proprio al fine di raggiungere gli obiettivi europei in termini di sviluppo delle rinnovabili e abbattimento delle emissioni.

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