LAMPEDUSA: Le ultime da un’isola in subbuglio

Le donne di Lampedusa si incatenano davanti al porto e inscenano una protesta a gran voce per chiedere aiuto al Governo, una coppia di tunisini denuncia l’aggressione in casa ad opera di un gruppo di tunisini e il rischio di epidemie che incombe. Per non parlare degli immigrati che continuano ad arrivare a centinaia, fino a sfiorare quasi quota seimila su un’isola che conta non più di cinquemila abitanti. E’ sempre più incandescente la situazione sull’isola di Lampedusa, dove non si ferma la protesta dei cittadini stanchi di vivere in questa situazione, con migranti presenti in ogni dove. La buona notizia arriva soltanto nel primo pomeriggio, quando il Commissario straordinario per l’emergenza immigrati, Giuseppe Caruso, Prefetto di Palermo, annuncia per mercoledì pomeriggio “l’arrivo a Lampedusa di sei navi che potranno trasportare fino a 10mila migranti”. Si tratta di cinque navi passeggeri civili e della nave militare San Marco. Insomma, a partire da mercoledì Lampedusa comincerà a svuotarsi degli immigrati e l’isola tornerà ai lampedusani. “Evacueremo tutta l’isola degli immigrati presenti a Lampedusa, ha spiegato Caruso all’ADNKRONOS, e continueranno a ritmo serrato e incessante i lavori su tutto il territorio nazionale per la realizzazione delle tendopoli e per la messa a posto delle strutture militari messe a disposizione dal ministero della Difesa”. Intanto,si rasserenano gli animi tra il Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni dopo le feroci critiche avanzate ieri, proprio da Lampedusa, dal Presidente della regione siciliana al Viminale e al Governo. Questa mattina il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha ricevuto la telefonata di Lombardo, per cercare di risolvere l’emergenza immigrati a Lampedusa. Lombardo ha dato disponibilità ad accogliere in altre strutture della Sicilia gli immigrati e si è impegnato a comunicare entro stasera al commissario straordinario per l’emergenza a Lampedusa, Giuseppe Caruso, i siti individuati. Nella telefonata con il ministro dell’Interno, Lombardo si è impegnato all’individuazione di altri siti per poter spostare questi immigrati da Lampedusa ad altre zone della Sicilia. Nel pomeriggio, in una nota a firma del suo portavoce, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, “conferma quanto dichiarato dal commissario straordinario per l’emergenza, Prefetto Giuseppe Caruso, a proposito del piano di svuotamento dell’isola di Lampedusa e sottolinea che il piano, deciso dall’Unità di crisi del Viminale, verrà portato per l’approvazione al Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo”. “Finalmente il governo si muove”. Così il presidente della Sicilia, Raffaele Lombardo, commenta la notizia dell’evacuazione di Lampedusa. “Accogliamo con attenzione le dichiarazioni del prefetto Caruso”, aggiungono il presidente della Regione e l’assessore regionale all’Ambiente, Gianmaria Sparma, il quale coordina da Lampedusa l’ufficio della giunta regionale, “che ha finalmente dato una risposta concreta alle legittime richieste del governo regionale e del popolo lampedusano. Ma nelle 48 ore che mancano all’arrivo delle navi che porteranno i migranti nei porti di Augusta e Taranto, sarà importante che ciascuno, istituzioni, forze dell’ordine e cittadini facciano la loro parte. I lampedusani infatti manterranno un civile stato d’agitazione, fino a quando non arriveranno in porto le navi”. Ma la situazione a Lampedusa è sempre calda. Soprattutto dopo la notizia di un’aggressione di un gruppetto di tunisini a un pescatore in pensione, Luigi Salina, 58 anni. L’uomo, come spiegato da lui stesso nella denuncia presentata solo oggi ai Carabinieri, tornando a casa ieri sera avrebbe notato alcuni tunisini che avevano compiuto un furto nella sua abitazione. Quando i tunisini sono stati scoperti, sempre secondo il racconto dell’uomo, uno dei tunisini avrebbe sferrato un pugno al padrone di casa. E sempre oggi è stata decisa la vigilanza fissa di polizia e carabinieri davanti alle scuole di Lampedusa. Una decisione presa dopo l’intrusione di un gruppetto di immigrati tunisini in una scuola elementare nei pressi della piazza principale dell’isola. I migranti non avrebbero né danneggiato il plesso scolastico né portato via nulla. Alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine sostengono che, con ogni probabilità, cercavano un bagno dove potevano andare. Ma per una questione di sicurezza è stato deciso l’invio della vigilanza fissa. E’ partita, intanto, nella notte, ma solo dopo le tre e non in serata come previsto in un primo momento, la nave passeggeri della compagnia ‘Grimaldi’ con destinazione Taranto. La partenza della nave con 850 immigrati nordafricani a bordo la notte scorsa e’ avvenuta in ritardo perchè il Comandante della nave si sarebbe rifiutato di partire senza il rinforzo di poliziotti o Carabinieri. Soltanto dopo una lunga ‘trattativa’ con le forze dell’ordine, già a corto di uomini a Lampedusa, un funzionario di Polizia e un agente si sono imbarcati sulla nave per accompagnare gli 850 migranti fino a Taranto. Così la nave ha lasciato il porto di Lampedusa solo intorno alle tre di notte per raggiungere la Puglia. Anche oggi è stata giornata di visite istituzionali a Lampedusa, dopo quella del Governatore siciliano, è stata la volta di una delegazione del Pd. ”In televisione o attraverso i racconti dei giornali abbiamo notizie solo su di una minima parte dell’immane tragedia umana che si sta consumando a Lampedusa”, ha detto Pino Apprendi, deputato regionale siciliano del Pd, lasciando l’isola. ”C’è un alto rischio igienico-sanitario – prosegue – ma anche di ordine pubblico: gli immigrati si arrampicano in ogni spazio libero, montano tendoni di plastica dove possono, creando anche un danno ambientale non indifferente. Servono interventi urgenti, a iniziare da un secondo elicottero dell’elisoccorso e dal raddoppio dei medici al poliambulatorio. Al porto stazionano più di 3.000 persone non identificate, fra loro molti bambini. La popolazione locale protesta per le strade, la situazione è davvero allucinante”. L’emergenza Lampedusa approda anche all’Assemblea regionale siciliana. Domani pomeriggio il Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo riferirà a Sala d’Ercole sulla situazione immigrati a Lampedusa, dove è stato ieri e oggi in visita. Ad annunciarlo ai giornalisti è stato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio a margine di una conferenza stampa. ”Non sappiamo ancora se saranno presenti esponenti del governo nazionale, ha detto Cascio, alle 15 faremo la conferenza dei capigruppo e subito dopo ci sarà la seduta dell’Ars”. E’ sempre Cascio ad annunciare che sono in arrivo nuove risorse dall’Unione europea. Oggi Cascio ha incontrato il deputato europeo del Pdl Salvatore Iacolino che ha comunicato al presidente dell’Ars che il 9 aprile prossimo una delegazione di 10 deputati sarà a Lampedusa. ”La Commissione europea, ha spiegato Cascio, ha destinato delle somme che andranno a compensare i costi della Regione. L’importo lo comunicherò domani in Aula”. E dalla Regione, l’assessore al Turismo, Daniele Tranchida si dice molto preoccupato per la stagione che sta iniziando: ”Le notizie sulle operazioni belliche contro il regime di Gheddafi, sugli sbarchi incontrollati dei profughi dal Nord Africa e sulla chiusura dell’aeroporto di Trapani – Birgi, stanno facendo il giro del mondo e il turismo siciliano e’ ormai in ginocchio. Quotidianamente, ormai dai Servizi turistici regionali arrivano notizie di disdette da parte di tour operator per gli arrivi in Sicilia. Le prossime feste pasquali sono ormai compromesse e c’è il rischio concreto di pregiudicare anche la prossima stagione estiva. Si sta vanificando lo sforzo che la Regione ha fatto e sta facendo per risollevare un comparto già in crisi, con gli investimenti per promuovere l’immagine turistica della Sicilia con le grandi iniziative in settori come lo sport o i grandi eventi culturali e i provvedimenti varati, a partire da quello sui comuni a vocazione turistica o sulle guide e gli accompagnatori turistici. Dobbiamo, invece, prendere atto dell’indifferente inerzia dell’Unione europea e dei ritardi e dell’incapacità del Governo nazionale nel gestire la situazione, come dimostrano i casi di Lampedusa e dello scalo aereo trapanese. Occorrono risposte immediate e efficaci per risolvere al più presto di una condizione di cui soltanto i siciliani stanno pagando il prezzo. Fermo restando lo spirito di accoglienza che fa parte dell’identità dei siciliani e che anche in condizioni così critiche, gli abitanti di Lampedusa stanno dimostrando, la Sicilia non può fare fronte da sola a una situazione così eccezionale”. A Lampedusa oggi anche i volontari di Legambiente arrivati oggi per dare, assieme al circolo locale dell’associazione, assistenza umanitaria agli immigrati sbarcati sull’isola. “Come e’ nostra consuetudine”, ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, “non ci tiriamo indietro di fronte alle emergenze e vogliamo fare la nostra parte per aiutare gli immigrati e gli abitanti di Lampedusa, abbandonati dal governo e costretti a fronteggiare da soli uno scenario infernale. Lampedusa, un’isola accogliente cui Legambiente è legata da tempo, in quanto gestore della riserva naturale della Spiaggia dei Conigli, è diventata oggi una sorta di carcere a cielo aperto. Il modo vergognoso con il quale il governo ha gestito finora l’emergenza l’ha messa in ginocchio: il numero degli immigrati, circa 7.000 con gli arrivi di oggi, ha superato quello degli abitanti dell’isola, il Centro di Accoglienza è sovraffollato oltre ogni limite e attualmente la maggior parte degli stranieri è ammassata sulla banchina di Cavallo Bianco senza ricovero, cibo, servizi igienici, coperte. Hanno bisogno di tutto e la situazione peggiora di ora in ora. Per questo ci uniamo alle organizzazioni umanitarie, alla parrocchia e ai cittadini volenterosi che si stanno adoperando per rendere umana la condizione delle persone sbarcate sull’isola, fino a quando il Governo non troverà finalmente una soluzione”.
Nessun rischio epidemie a Lampedusa, letteralmente “invasa” da migliaia di migranti nordafricani in fuga dalla guerra: “Al momento non abbiamo segnali che possano farci pensare a un’imminente epidemia, ma andiamo lì proprio per monitorare la situazione e valutare misure di prevenzione”. Lo ha detto all’Agi Santino Severoni, rappresentante speciale del direttore regionale dell’Oms in Italia, in sostanza il delegato dell’Organizzazione mondiale della Sanità per seguire l’emergenza sanitaria a Lampedusa di concerto con il ministero della Salute. Severoni è in partenza per l’isola proprio con gli ispettori del ministero e con un rappresentante dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti (Inmp). “Il mio compito, spiega Severoni, è di supporto al ministero, una collaborazione nata da un incontro tra Fazio e il direttore regionale dell’Oms diverso tempo fa. Andiamo a Lampedusa per una attenta ricognizione e per valutare interventi di prevenzione, ma al momento non c’è alcun allarme in corso”. La promiscuità e il sovraffollamento, certo, preoccupano: “Sono condizioni sempre a rischio, per questo andiamo lì. Va tenuto conto anche della conformazione naturale di Lampedusa, piuttosto complessa. Tuttavia stiamo monitorando attentamente il Nordafrica, e non risultano al momento focolai infettivi tali da far pensare a un’epidemia che possa emigrare insieme ai migranti e esplodere a Lampedusa. Niente che possa far pensare a un rischio imminente. Per un quadro più completo, ovviamente, dovremo attendere di essere in loco e vagliare la situazione. Non è possibile che il governo dopo un mese di allarmi si trovi a Lampedusa in una situazione più che drammatica con due medici, tre infermieri e tre bagni, la polizia stremata e gli abitanti in agitazione”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, al termine della direzione del partito attacca la gestione dell’emergenza immigrazione a Lampedusa. ”Non si può avere un Governo, sostiene Bersani, dove uno vuole dare soldi e un altro schiaffi, Maroni propone un impegno economico e Bossi li vuole mandare a casa e Tremonti taglia i soldi della cooperazione. Non si possono tenere i piedi in due scarpe. Se vogliono la solidarietà nazionale e internazionale devono metterci la faccia e agire con razionalità e organizzazione.”

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