ITALIA: Nel 2011 cresciuti di 224mila unità. Siamo oltre 60 milioni, l’8% è straniero





Cresce ancora la popolazione italiana anche se a dare la spinta, è, ancora una volta l’immigrazione. Nel 2011 la popolazione residente in Italia consegue un incremento demografico pari al 3,7 per mille, inferiore rispetto al 4,7 per mille di un anno prima. Tale incremento è il risultato della somma del saldo naturale (-0,6 per mille), del saldo migratorio con l’estero (+5,3 per mille) e del saldo migratorio interno e per altri motivi (-1 per mille). In termini assoluti l’incremento è pari a 224 mila unità in più, il che determina una popolazione totale di 60 milioni 851 mila residenti al Primo gennaio 2012. Arivelarlo l’Istat nel rapporto sugli indicatori demografici.

Il tasso di incremento si presenta positivo in tutto il Centro (+6 per mille) e nel Nord (+5,6), a eccezione della Liguria (-0,7). Il Mezzogiorno, che nel 2010 faceva registrare un valore pari a +1,5 per mille, nel 2011 segna complessivamente un dato negativo pari a -0,1 per mille.

Se si va a fare un quadro specifico sull’immigrazione, gli stranieri residenti in Italia alla fine dello scorso anno sono 4 milioni 859 mila e rappresentano l’8% della popolazione residente totale. Rispetto ad un anno fa si riscontra un incremento di 289 mila unità, con 343 mila unità aggiuntive per effetto delle migrazioni con l’estero e 73 mila unità aggiuntive per effetto della dinamica naturale (78.500 nati stranieri contro 5.500 decessi), 57 mila unità in meno per effetto delle poste migratorie interne e per altri motivi e, infine, 70 mila unità in meno per acquisizioni della cittadinanza italiana.

Il 61% popolazione straniera risiede nel Nord, il 25% nel Centro, il 14% nel Mezzogiorno. Nel Centro-nord l’incidenza di stranieri sulla popolazione complessiva supera ampiamente il 10%, con un massimo dell’11,9% in Emilia-Romagna. Viceversa nel Mezzogiorno tale quota è di poco superiore al 3%, con un minimo del 2,5% in Puglia e Sardegna.





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