Il teatro itinerante

Medico per forza” con Carlo Croccolo e Marco Paoli anno 2009 produzione Teatro San Leonardo di Viterbo.

Medico per forza” con Carlo Croccolo e Marco Paoli anno 2009 produzione Teatro San Leonardo di Viterbo.

Alcuni anni fa Vittorio Gassman ebbe un’idea che per qualche tempo provocò scalpore nel mondo del Teatro. Creò una compagnia itinerante che portava il Teatro in giro utilizzando un tendone da circo. L’idea, per quei tempi, fu davvero straordinaria e innovativa. Costituì anche una provocazione nel mondo della cultura di allora che vedeva nelle programmazioni delle stagioni teatrali, sempre gli stessi nomi, sia negli interpreti che nelle regie. Allora il Teatro era ancora un fatto culturale, non risentiva dell’avvento della televisione ne tanto meno di internet. Ma era difficoltoso per i nuovi artisti trovare spazio nei Teatri nazionali, occupati da nomi più o meno illustri o “pesanti”o politicamente “sostenuti”. Per cui, questa idea fu davvero esplosiva e , come detto, provocò gran scalpore.

Immaginate un piccolo convoglio assimilabile a quello di un circo che arriva in una città e allestisce un Teatro dove un compagnia di attori professionisti mette in scena spettacoli di repertorio a prezzi accessibili a tutti. Oggi, una esperienza simile anche se non del tutto assimilabile a questa, la porta avanti il regista Gigi Dall’aglio, con un teatro che viene montato nelle piazze dove si svolge lo spettacolo.

Venendo ad oggi, una esperienza simile avrebbe tutta altra valenza. Oggi si può dire che chi ha fatto del Teatro la propria scelta di vita, si trova quasi costretto a ripensare a quella esperienza per farne una forma di resistenza attiva all’impoverimento culturale del nostro paese. Oggi i Teatri, tristemente, chiudono. Quelli che rimangono aperti, o sono in mano a dei privati che li gestiscono, sulla base delle loro esigenze, o vengono dati in gestione, per vari e ovvi motivi, a compagnia amatoriali che ne fanno anche esse un uso praticamente privatistico. E così si assiste sovente al deprimente spettacolo di un “direttore artistico” sui generis che valuta proposte di compagnie professionistiche decidendone l’ eventuale presenza nel cartellone teatrale della sua città o paese.

Pochi sono i Teatri che ancora fanno una programmazione che guardi al panorama teatrale ufficiale. Molte produzioni (delle poche rimaste) cercano di creare interesse scritturando “attori” che abbiano una qualche visibilità televisiva. Tutto questo contribuisce a programmazioni teatrali che da una parte allontanano il pubblico tradizionale che non trova il riscontro desiderato, dall’altro fanno credere ad un eventuale e ahimè improbabile pubblico giovane, che il teatro sia una sorta di appendice della televisione. E così si assiste all’emorragia di pubblico nelle sale (fenomeno tipicamente italiano, in quanto all’estero fuori dai teatri si assiste ancora alla bella immagine della gente in fila al botteghino). Bene, siccome chi ama il teatro difficilmente si arrende, non è detto che in un prossimo futuro l’esperienza del teatro itinerante non si ripeta. Con lo spirito di non far morire un’arte che ha oltre 4000 anni di storia. Sarà bello non dover sottostare alle decisioni di persone che vedono l’arte in genere e quella del Teatro in particolare, come una questione locale o localistica.

Il progetto è allo studio

Marco Paoli

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