IL GASTRONAUTA: Un gustoso viaggio nel paese di Giotto

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Giunsi al ristorante “L’Antica Porta di Levante” di Vicchio qualche anno fa, accompagnato da un amico giornalista della vicina cittadina di Borgo San Lorenzo, promotore appassionato della sua terra, il Mugello, un luogo di grande fascino incastonato fra Firenze e gli Appennini Tosco-Romagnoli.

Vicchio è un bel borgo nei cui pressi nacque Giotto, ricordato da una imponente, severa statua nella piazza principale del Paese, non lontano dalla quale, in una elegante location, si trova il ristorante.

Il primo impatto fu molto positivo: entrando nel locale apprezzai l’ottima musica jazz riprodotta nel giusto volume e mi incuriosì una scaletta ripida che portava in una cantina con le volte a vela in mattoni. Ma più che l’intrigante architettura, mi colpì la ricca, qualificata “raccolta” di vini, provenienti dalle zone più prestigiose d’Italia, che Simone, il titolare, lasciava riposare con amorevole cura in un ambiente sano e protetto.

Passando alla cucina, devo dire che riuscì a stupirmi, a turbarmi!

All’Antica Porta di Levante scoprii sapori che non conoscevo: i tagliolini con i “prugnoli”, funghi appenninici profumatissimi che maturano nel mese di maggio; o i tortelli mugellani al tartufo “bianchetto” o “marzolino”, gustato a fine febbraio: una varietà di tartufo invernale a me sconosciuta e dal delicato sapore e dallo straordinario profumo.

Senza contare il resto: gli antipasti creativi, che abbiano formaggi e prodotti locali in estrose, originali composizioni dal gusto moderno; i primi, in cui la cultura culinaria del Mugello, una cultura antica e ben diversificata a seconda delle zone, viene destrutturata e ricostruita a seconda dell’estro del cuoco… salvo i tortelli, realizzati necessariamente – al fine di evitare rivolte popolari! – secondo i più rigorosi canoni della tradizione!

Immancabili le “bistecche” alla fiorentina, cotte al punto giusto, utilizzando le carni delle vacche che pascolano libere negli Appennini. Ma le proposte non si limitano alla sola bistecca: spaziano in un continuo ricercare abbinamenti originali, dove sperimentazione e tradizione riescono a trovare un felice connubio che gratifica sempre il palato del ghiotto avventore.

Dolci originali, sempre prodotti in casa. Servizio puntuale e discreto, arricchito dalle appassionate descrizioni di Simone dei suoi cibi e dei vini!

Ogni piatto, peraltro, viene abbinato a vini selezionatissimi, dove non mancano le migliori proposte locali, come il nuovo Pinot Nero prodotto in Mugello da pochi, ma agguerriti vinnaioli.

…. e, dulcis in fundo, non servono i sali minerali all’atto di pagare il conto.

 

Paolo Zuliani

 

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