GRILLO: “Strada per l’inferno è lastricata di opere inutili”





Oggi nel mirino di Beppe Grillo finisce il viceministro ai Trasporti e Infrastrutture Mario Ciaccia, ospite ieri del Meeting di Cl, ‘reo’ – secondo il comico genovese – di aver proposto la defiscalizzazione delle grandi opere il cui costo, pero’, si riversera’ sui cittadini. “Mario Ciaccia ha avuto un’idea geniale grazie all’esperienza maturata come magistrato della Corte dei Conti (che in questi anni ha visto il debito pubblico salire a 1976 miliardi di euro senza battere ciglio) – scrive Grillo sul suo blog – L’idea e’ defiscalizzare in parte le Grandi Opere per rilanciare l’economia. Neppure Tremonti oso’ tanto”. Ma, sottolinea Grillo, “la via dell’inferno e’ lastricata di infrastrutture inutili a carico del contribuente”.

Per Grillo, si tratta “in altre parole di progetti insostenibili dal punto di vista economico. E quali sarebbero questi progetti in perdita prima di cominciare? Quelle infrastrutture di cui il Paese ha disperatamente bisogno?La Gronda?La Tav in Val di Susa? Un rilancio del Ponte di Messina? Tutte infrastrutture realizzate con il meccanismo del project financing. In sostanza, in caso di mancato ritorno economico, si consente alle imprese di scaricare i costi delle cosiddette Grandi Opere sullo Stato. Inoltre, di solito le imprese sono finanziate da banche compiacenti”. Il leader del Movimento 5 Stelle sostiene che, in tutto, “dovrebbero essere investiti 300 miliardi di euro in 7 anni. Defiscalizzati. E il cui costo finale gravera’ quasi sicuramente per intero sulle spalle degli italiani”. Semmai, propone Grillo, “se il Governo dispone di risorse finanziarie diminuisca le imposte sulle imprese (in particolare le piccole e medie imprese), elimini l’Irap, non richieda l’anticipo dell’IVA, renda deducibili i costi dei progetti di ricerca e restituisca alle imprese i 120 miliardi di cui e’ debitore. Questo serve per far ripartire l’economia”.

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