FUSIONE SCARPERIA-SAN PIERO: Fratelli d’Italia ed il Centro Sinistra per il si





elezioniA pochi giorni, ormai, dal referendum che chiamerà scarperiesi e sanpierini ad esprimersi sulla fusione di Scarperia e S. Piero a Sieve, dopo incontri pubblici e dibattiti più o meno partecipati e dopo le “uscite” di alcuni esponenti politici di altri comuni estranei alla fusione, ho preso la decisione di esporre la mia opinione e cercare, quindi, di motivare il mio sì alla delicata operazione.

La proposta della lista civica Idea di S. Piero a Sieve, approvata a maggioranza da quel Consiglio Comunale, che fu accolta inizialmente con scetticismo ed ironia da chi oggi è il più fervente sostenitore, trovò subito il mio sostegno che ho ribadito anche nel mio intervento all’alba della nascita dell’Unione Montana del Comune del Mugello. Intervento in cui esplicitamente mi dichiaravo più propenso ad una fusione tra due o tre comuni con caratteristiche simili che ad un’unione così allargata che avrebbe portato, inevitabilmente, problemi e criticità (anche per colpa di una manifesta mancanza di volontà da parte degli addetti ai lavori) oggi davanti agli occhi di tutti.

In questi giorni ho ascoltato e letto opinioni di chi non è favorevole a questa operazione. Opinioni che si basano sostanzialmente sul tentativo di ripianare il bilancio di S. Piero a Sieve con i “denari” di Scarperia. Addirittura qualcuno si è lanciato in dissertazioni, di chiaro stampo ideologico e populista, che vedono questa fusione, da cui deriveranno ingenti risorse economiche sia dallo sblocco del patto di stabilità che da contributi statali e regionali, come un danno alla collettività mugellana perché si toglie a tanti per dare a pochi.

Orbene, pur non disconoscendo le problematiche e le criticità che comporta un’operazione del genere, anche a causa dell’insolita celerità con cui ha preso corpo, ritengo che la fusione tra Scarperia e S. Piero a Sieve, a mio parere, si deve fare.

In un periodo di crisi, sia economica che politica, come quella che stiamo affrontando, in cui i piccoli comuni come i nostri sono ridotti a svolgere solo l’ordinaria amministrazione, in quanto non dispongono di risorse (oppure bloccate bloccate dal patto di stabilità) e, quindi, svuotati di potere decisionale, ritengo che questa sia l’unica possibilità che hanno di programmare un futuro migliore per i propri amministrati.

Come opposizione, per me sarebbe stato facile appoggiare le ragioni del “no” e avrebbe portato sicuramente acqua al mio mulino.

Sono del parere che un “amministratore” ha il dovere, se non l’obbligo, di prendere decisioni anche impopolari, per il bene della propria comunità. Ė molto facile “vivacchiare” nascondendosi dietro alla classica scusa che non ci sono i soldi e di più non si può fare. Modalità di amministrare che se non ti crea popolarità certo non ti fa cadere in disgrazia.

Con questa operazione le due amministrazioni hanno mostrato un grande senso di responsabilità e la seria volontà di creare un domani migliore per la nostra comunità.

Certamente tutto questo non è esente da rischi, ma quale conquiste, nella storia, erano esenti da rischi e pericoli? Quali traguardi si possono raggiungere senza correre rischi?

Volutamente non ho parlato di numeri perché, al di là dell’importanza che rappresentano, dobbiamo mettere sullo stesso piano il valore morale in termini di intenzioni e coraggio che questa operazione rappresenta.

Un’operazione che (anche se non ammetteranno mai) ha dato e dà molto fastidio a qualche amministratore degli altri comuni mugellani, perché di fatto pone in evidenza l’incapacità dell’Unione dei Comuni di dare risposte concrete al territorio.

Come già detto i problemi ci sono e non lo possiamo negare, dall’accusa pendente contro il comune di S. Piero alla Pianvallico SpA, e non sarà certo un no a risolverli.

La fusione, ribadisco, attualmente è l’unico strumento possibile che abbiamo per far crescere un territorio che ha delle potenzialità importanti e non vedo perché altri comuni non debbano fare altrettanto. Abbiamo il dovere di guardare avanti e con questa fusione abbiamo la possibilità di razionalizzare i costi ed ottenere importanti risparmi di spesa, che permetteranno investimenti tendenti a migliorare i servizi. In pratica, tutto questo ci permetterà di riportare il cittadino al centro della vita amministrativa migliorandone, di conseguenza, la qualità della vita.

La fusione è solo il primo passo, perché poi l’onere e l’onore di non disperdere il potenziale che verrà acquisito, toccherà a chi andrà a far parte della nuova amministrazione.

Paolino Messa – consigliere comunale di Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale di Scarperia.

E questo l’appello del Centrosinistra:

Partecipare a questo referendum è estremamente importante, tanto quanto la decisione che sarà presa attraverso il voto La fusione rappresenta un’imperdibile opportunità per il nostro territorio per dare un futuro migliore a noi e ai nostri figli.

Attraverso la riorganizzazione dei servizi e la riduzione dei costi della politica, oltre allo snellimento della macchina amministrativa, si potranno liberare nuove risorse per consentire la riduzione della fiscalità locale a vantaggio delle fasce di popolazione più sensibili.

Sarà inoltre possibile aumentare gli investimenti sul territorio, grazie allo sblocco del Patto di Stabilità, e garantire maggiori servizi, incrementando le politiche per l’occupazione, incentivando le attività produttive esistenti e quelle che vorranno insediarsi.

I cittadini chiedono risposte alla Politica e questa è una soluzione, tanto più in un momento di crisi economica.

Investire sul territorio significa essere pronti e competitivi quando il Paese tornerà sulla via della ripresa. La sentenza sugli espropri Pianvallico-Corsini non può essere un alibi per l’immobilismo, e anche in caso di esito negativo, non sarà questo ad assorbire le intere finanze del bilancio comunale, come qualcuno vuole far credere.

Rispetto a chi vuole mantener lo status quo per non risolvere i problemi e potersi sempre lamentare, noi crediamo nel coraggio di chi si è messo in gioco per provare a cambiare e migliorare e crediamo fermamente che la fusione debba compiersi. Confidiamo che anche i cittadini di Scarperia e San Piero a Sieve sappiano cogliere con fiducia e lungimiranza tutte le potenzialità che una simile scelta prefigura: la fusione garantirà il miglioramento della qualità di vita e mantenendo intatte l’identità e la storia delle comunità.

Per questi motivi invitiamo gli elettori a rispondere SI al quesito referendario.

 

Francesca Poli (Consigliere comunale Scarperia, Sinistra Ecologia e Libertà), Enrico Marchi (Consigliere comunale Scarperia, Partito Democratico), Claudio Piccirillo (Consigliere comunale Scarperia, Partito Socialista)

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