FESTIVAL DELLE COLLINE: Ginevra di Marco in concerto venerdì col Coro delle Mondine di Novi





Ginevradimarco“Canto la libertà, difficile, mai data, che va sempre difesa, sempre riconquistata…”
Un verso tratto da “Montesole”, scritto da Giovanni Lindo Ferretti, che racchiude il senso di una serata che vede per la prima volta insieme Ginevra Di Marco ed il Coro delle Mondine di Novi di Modena, venerdì 19 luglio alla Villa Medicea di Poggio a Caiano (ore 21,30 – biglietto 8 euro – in caso di maltempo il concerto si terrà al Teatro Ambra, a pochi metri dalla Villa Medicea) per l’edizione 2013 Festival delle Colline.

Incontro unico tra una delle voci più ispirate della canzone italiana ed un ensemble costituito da “vere mondariso” – alcune ultra-ottantenni – ieri protagoniste e oggi testimoni di una tradizione che affonda le radici nella cultura rurale italiana.

Donna Ginevra e le Mondine di Novi canteranno e suoneranno attingendo dai rispettivi repertori, proponendo canzoni legate al concetto di “libertà” e alle lotte per cui si è combattuto. Brani delle tradizioni  toscana e emiliana, ma anche del resto d’Italia e del mondo, perché ovunque, prima o poi, ci si è dovuti confrontare con le angherie e le sopraffazioni a danno dei “deboli”. Libertà nell’amare e nelle lotte dei lavoratori. Libertà di scegliere il proprio destino. In scaletta non mancano poi alcune canzoni dal repertorio CSI, la storia musicale di Donna Ginevra.

“Siamo contenti di salire finalmente su un palco per cantare con queste donne così forti, così semplici, così punk… – spiega Francesco Magnelli, ideatore del progetto insieme alla vocalist fiorentina – un vero coro del popolo. Anche Ginevra ha sempre ricercato questa immediatezza attraverso il suo modo di cantare, per cui il connubio prima poi doveva essere fatto. Ringraziamo il Festival delle Colline che ci offre questa splendida opportunità”. Oltre a Ginevra Di Marco e Francesco Magnelli (tastiere), completano la formazione Andrea Salvadori alla chitarra e Luca Ragazzo alla batteria.

Il Coro delle Mondine di Novi sostiene la raccolta fondi per la ricostruzione della Casa di Riposo di Novi di Modena, tra i comuni più colpiti dal terremoto del maggio 2012. Per info e donazioni www.mondinedinovi.it.

Come di consueto, biglietti non sono disponibili in prevendita, ma è possibile prenotarli con una telefonata allo 0574 531828 (in orario d’ufficio) e ritirarli la sera stessa degli spettacoli, senza aggravio di spesa.

La trentaquattresima edizione del Festival delle Colline è organizzata da Comune di Poggio a Caiano e Regione Toscana in collaborazione con i Comuni di Prato, Carmignano, Montemurlo, Vaiano e Vernio. Con il contributo di Estra S.p.A Prato, Consiag, A.S.M S.p.A. Prato, Publiacqua. Mediapartner Pratosfera. Direzione artistica di Silvia Bacci per Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.

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GINEVRA DI MARCO – Straordinaria interprete vocale, dotata di timbro vocale personale dolce e carnale, chiarezza di stile, passione senza risparmio, comincia la carriera come voce dei CSI, nel 1993. Da allora, tanto su disco che sul palco, Ginevra agirà in prima linea, e le composizioni inizieranno a strutturarsi anche attorno a lei. Nel 2002 i CSI diventano PGR, altra formazione di successo che Ginevra lascia nel 2004 per dedicarsi al sodalizio artistico con Francesco Magnelli, con il quale crea Stazioni Lunari, un progetto itinerante che prosegue tuttora con sempre nuovi stili e nuove collaborazioni (oltre quaranta gli artisti che hanno partecipato agli spettacoli dal vivo fino ad oggi). Un progetto in cui l’unica vera protagonista è la musica, e con il quale Ginevra si è dedicata da qualche tempo alla rielaborazione delle musiche del mondo e quelle della sua Toscana. Una progressione che sa di ritorno a casa, a quel retroterra vivo, radicato tra cuore e memoria, che da sempre distingue la cifra espressiva di Ginevra.

CORO DELLE MONDINE DI NOVI – Il Coro delle Mondine di Novi (Modena), da qualcuno definito un gruppo musicale “unico al mondo”, è costituito in parte da “vere mondariso”, la cui età si avvicina ed in alcuni casi supera gli 80, e da figlie e nipoti di mondine e donne che amano le tradizioni popolari e si impegnano affinché nulla di tutto questo vada perduto. Nasce nei primi anni 70 da un’idea del maestro Torino Gilioli, una sera, in pullman, di ritorno da una gita.
Con la guida di Torino hanno imparato a cantare, in modo organizzato, quelle canzoni che loro stesse avevano inventato e cantato mentre lavoravano nelle risaie del Vercellese.
Bruscamente, tutto questo si è interrotto. Nell’autunno del 2000 il loro maestro le ha lasciate. Anche la voglia di cantare le aveva lasciate. Dopo molti mesi di inattività, sostenute da amici, invitate da altri gruppi corali, hanno pensato che il loro maestro non avrebbe voluto che le loro voci cadessero nel silenzio e così, grazie alla forza ed alla preparazione musicale di una di loro, Maria Giulia Contri, sono “rinate”.
Si può ben dire che il coro, con le sue “canterine” che non conoscono la musica, di strada ne ha fatta veramente tanta. Con le loro voci “pulite e spiegate”, guidate solo dall’orecchio, queste donne sanno ottenere una coralità che commuove e coinvolge. Oggi il coro continua la sua meravigliosa avventura con l’impegno a ricercare sempre nuove espressioni musicali e con la consapevolezza che i valori e gli ideali che un tempo hanno consentito la conquista di diritti umani inalienabili, sono il vero patrimonio da trasmettere alle giovani generazioni.
Da alcuni anni il repertorio si è arricchito abbinando ai canti intense letture di testi, scritti ed interpretati da Manuela Rossi, che danno vita a voci di donne che hanno condiviso la stessa esperienza in risaia, le stesse lotte e le stesse passioni. Questi i titoli degli spettacoli che abbracciano il vissuto in risaia, le lotte partigiane, la miseria ed il dolore dei primi del 900, i percorsi canori intorno al mondo, la salvaguardia della libertà e dei principi della nostra Costituzione: “I Mundaris”, “Eva sempre ribelle”, “Amica …  nemica miseria”, “Amore … dolore”, “Spigolando tra le zolle”, “Quel sottile filo rosso”, “Pietà l’è morta”, “Con i piedi nell’acqua”.
Pur continuando ad esibirsi presso le case di riposo, le scuole, i centri di volontariato, le associazioni culturali, il gruppo ha notevolmente ampliato il proprio mondo partecipando a manifestazioni di carattere nazionale ed internazionale. Non si contano le partecipazioni in Francia, Bulgaria, Cecosvlovacchia, Ungheria, Crimea ed Argentina, le collaborazioni alla realizzazione di “CD” o direttamente in concerto, con gruppi giovanili che propongono una lettura moderna della canzone popolare (Fiamma Fumana, Modena City Ramblers, Tupamaros, Gang, Flexus). Dal Musicultura Festival di Macerata, a  Terra madre 2006 – di Torino, dal Festival of Colors di Detroit, al Celtic Connections “Voci Dal mondo” in Scozia, dalla “Notte della taranta” in Puglia, ad un tour negli Stati Uniti ed in Canada, da Parigi a tournèe in Lussemburgo e Slovenia, le “mondine” hanno cantato nella loro lingua originale “la voce della protesta, del rifiuto, del dolore, dell’amore, del riso e del pianto” e, strano ma vero, tutti hanno compreso, tutti hanno respirato la passione che le accompagna e che come il vento tutto travolge e coinvolge.
Vanta numerose collaborazioni con Ivana Monti, il gruppo “I Piadena”, i Flexus di Carpi con i quali sta proponendo concerti con le canzoni di Fabrizio De Andrè, esperienza quest’ultima veramente innovativa ed esaltante che allarga indubbiamente gli orizzonti musicali e con Cisco (fondatore dei Modena City Ramblers) con cui affrontano in chiave rock le canzoni della tradizione popolare italiana.
Il momento più significativo di questi ultimi anni è stata la partecipazione, come protagoniste, al film  “Di madre in figlia”, regia di Andrea Zambelli, prodotto da Davide Ferrario, film che ha rappresentato l’Italia nei festival di tutto il mondo con grandi consensi di pubblico e di critica.
Non mancano rapporti con gruppi di altre regioni italiane, dalla Puglia alla Campania che consentono al coro interscambi musicali che arricchiscono ed allargano il proprio repertorio.
Tutte le ragazze del coro: Giulia Berni, Annarosa Cesaretti, Gabriella Braioni, Italia Pignoli, Diva Lazzaretti, Silva Manicardi, Adriana Paltrinieri, Manuela Rossi, Annunciata Lavagnini, Catia Fiori, Cesarina Mantovani, Assunta Palermo, Rosella De Faveri, Delmina Cesaretti, Rina Cipolli, Nadia Patelli, Lina Pizzetti, Deanna Bertoni, Laura Bertoni, Margherita Pizzano, Margherita Paltrinieri, Renata Sala,  Agnes Kergan Mc.Williams, Lidia Cavazzoni, Manuela Cavazzoni, Vivilde Cavaletti, Anna Maria Bernini, Lidia Ascari, Anna Salardi, Maria Giulia Contri.
www.festivaldellecolline.com
www.facebook.com/festivaldellecolline

PROSSIMI APPUNTAMENTI FESTIVAL DELLE COLLINE
“Cucinare è un atto politico”. Parola di Donpasta, economista pugliese ma soprattutto cuoco poeta ed ecologista stralunato, che martedì 23 luglio (ingresso 8 euro) alla Villa Il Mulinaccio di Vaiano porta lo spettacolo-concerto “La parmigiana e la rivoluzione live”, in cui mischia profumi di cucina e riflessioni sul nostro vivere moderno: Nick Drake, Coltrane, Tom Waits e i Clash q.b.

Singolare anche il percorso di Teho Teardo, autore di alcune delle più particolari colonne sonore degli ultimi anni (“Il Divo”, “Diaz”, “La ragazza del lago”, “Gorbaciof”, “Denti”…). Dal rock underground degli esordi il suo stile si è evoluto verso un sound che intreccia elettronica e strumenti tradizionali. Mercoledì 24 luglio alla Rocca di Carmignano (ingresso 5 euro) presenta “Music, Film. Music”, insieme al violoncello di Martina Bertoni.

Sodalizio, quello tra cinema e musica, che ritroviamo in “C’era una volta l’ Italia”, giovedì 25 luglio al Museo Soffici di Poggio a Caiano (ingresso 3 euro). Sul palco Fabrizio Checcacci e Cosimo Zannelli, due chitarre, due cantanti e un proiettore per viaggiare attraverso la storia.

Funambolica, onirica e scoppiettante la “Musica per ciarlatani, ballerine e tabarin” dei Camillocromo, domenica 28 luglio al Parco dell’Albereta di Vernio (ingresso gratuito), mentre a chiudere il Festival delle Colline, mercoledì 31 luglio al Centro Pecci di Prato (ingresso gratuito) sono il Collettivo Snellinberg e la Band del Brasiliano, a tre anni dal cult-movie ambientato nelle periferie pratesi: party dichiaratamente “poliziottesco” per festeggiare l’uscita dell’album “Vol. 1” e per ricordare l’attore e amico Carlo Monni. Nell’ambito di Prato Estate 2013.

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