EUMENIDI: Al Cimitero Germanico della Futa va in scena Eschilo con Archivio Zeta

Prosegue presso il Cimitero Militare Germanico del Passo della Futa il progetto Linea Gotica-Orestea con le Eumenidi di Eschilo.

Lo spettacolo, con regia di Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni, la partitura sonora Patrizio Barontini con Enrica Sangiovanni, Gianluca Guidotti, Marianna Cammelli, Luigia Savoia, Giulia Piazza, Rosanna Marcato, Giovanna Villa, Alfredo Puccetti, Luciano Ardiccioni, Franco Belli, al clarinetto basso Andrea Guidotti, le percussioni Luca Ciriegi, Duccio Bonciani prenderà il via in questo fine settimana con l’anteprima di stasera alle 18 e la prima nazionale il giorno seguente alla stessa ora. Spettacoli che si ripeteranno tutti i giorni dal 4 al 19 agosto alle 18 con informazioni e prenotazioni su  www.archiviozeta.eu  o al 334 95 53 640 ed ingresso a 20 euro, con l’obbligo di prenotazione, visti i posti limitati.

Archivio Zeta torna in scena, continuando ostinatamente il viaggio nell’Orestea di Eschilo, iniziato nel 2010 con Agamennone, proseguito nel 2011 con COEFORE e che quest’anno vede la messa in scena di EUMENIDI.

“In questi anni, spiegano i rappresentanti di Archivio Zeta, stiamo lavorando sull’Orestea, l’unica trilogia tragica giunta integra fino a noi, vertice del pensiero umano. Una tragedia ogni anno e poi la ripresa dell’intera Orestea in una maratona: Agamennone (2010) – Coefore (2011) – Eumenidi (2012) – Orestea (2013). Per lo stesso motivo per cui Eschilo decise di scrivere questa trilogia tragica 2500 anni fa, Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni hanno deciso di mettere in scena oggi l’Orestea, per farne un atto Politico, nell’accezione greca del termine, cioè un atto della Polis in cui, attraverso il mito si narra il passaggio da una società di vendetta ad una società fondata sulla giustizia degli uomini: l’intero percorso di Eschilo disegna la possibilità che l’uomo riesca a darsi delle leggi, fondando un tribunale e allontanando da sé il potere del sangue.

Eumenidi è la tragedia in cui il passaggio dal buio alla luce è evidente, limpido. Inizia nel tempio di Apollo, angusto e buio, nel quale Oreste si è rifugiato, inseguito dalle Erinni che lo ossessionano da quando ha ucciso sua madre, Clitennestra. Non sappiamo quanto tempo sia passato dalla conclusione di Coefore, ma Oreste è un uomo provato dalla vita ed estenuato dal ricordo di ciò che ha compiuto. Non riesce a liberarsi, ha cercato, viaggiando per il mondo , di purificarsi dall’omicidio ma è ancora vittima delle maledizioni. Apollo, il dio ambiguo, decide di aiutarlo e gli propone una soluzione: sottoporsi al guidizio di Atena. Allora la ricerca della luce diventa reale, e sarà totale nel tempio di Atena, divinità della Ragionee dalla Parola. Atena coinvolgerà i cittadini nel dibattito istituendo così il primo tribunale della storia: L’Areopago, che una volta fondato, rimarrà domani e sempre a regolarela Giustiziadegli esseri umani, rimarrà incorrotto… puro… il nostro tentativo sarà quello di portare nella nostra epoca queste parole, coglierne le contraddizioni e le conseguenze.”

Patrizio Barontini che cura la partitura sonora e musicale dell’intera trilogia, per queste Eumenidi ha composto una trama sonora per percussioni, lame, pianoforte, violino e clarinetto basso (partitura eseguita da Luca Ciriegi, Andrea Guidotti, Duccio Bonciani), che si innesta nella partitura vocale, creando echi, riverberi, rimbombi.

Tutto eseguito dal vivo, senza amplificazione, sia per gli strumenti che per gli attori, cercando di sfruttare al massimo la natura degli spazi.

Tutto contribuisce a creare quell’atmosfera di cupa angoscia che attraversa in un crescendo tutto il dramma sino al materializzarsi finale delle Erinni. “Dove finirà, dove smetterà e sarà placata la violenza cieca?”.

La trilogia ha bisogno di un tempo lungo per costruirsi, di lento respiro. Il nostro teatro di Parola in montagna ci insegna e ci impone una riflessione sul tempo e sui tempi, sull’ostinazione, una attesa di resistenza sulla Parola che contrasta con tutto quello che è industria culturale.

Il nostro non è un evento, il nostro è un rito: un rito culturale nell’accezione pasoliniana del termine.

Il Progetto teatrale Linea Gotica, ideato e diretto da Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni e prodotto dall’associazione culturale Archivio Zeta, è nato nel 2003. La scena naturale utilizzata per il debutto e le repliche degli spettacoli è stato il Cimitero Militare Germanico del Passo della Futa: questo cimitero fu costruito tra il 1962 e il 1965 da Dieter Oesterleen e vi sono seppelliti 32.000 giovani soldati tedeschi mandati a combattere sulla Linea Gotica. Il cimitero fu inaugurato il 28 giugno del 1969 ed è il maggiore sacrario germanico in Italia. L’idea che la costruzione dà è quella di una spirale senza fine che improvvisamente si interrompe. Infatti è costituita da un muro di duemila metri che sale a spirale attorno alla montagna fino alla cima e circonda i sepolcri dei caduti.

Il valore della riscoperta di un luogo come il Cimitero Militare Germanico del Passo della Futa, luogo tragicamente simbolico, e la possibilità di veder rappresentati testi di così grande respiro, in un paesaggio superbo come quello dell’Appennino tosco-emiliano, fanno del Progetto Linea Gotica un evento unico nel suo genere che ha ricevuto l’Alto Patronato dei Presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano per l’alto valore civile e culturale.

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