CASO SOPRAM: Rifondazione Comunista chiede il rispetto degli impegni assunti

Rifondazione Comunista chiede l’immediata convocazione di un tavolo tra Provincia, Regione, Sindacati, Acom e Publiambiente al fine di riattivare l’attenzione di tutti i livelli istituzionali e  di verificare il rispetto degli impegni assunti nei confronti dei lavoratori per procedere al loro riassorbimento. Richiesta contestualmente la convocazione della Commissione Lavoro a sostegno della vertenza e dei diritti dei lavoratori.

“Il licenziamento dei lavoratori della Sopram, spiegano Andrea Calò e Lorenzo Verdi, è stato al centro di vari atti e iniziative  di Rifondazione Comunista in  Provincia di Firenze e a Borgo San Lorenzo e oggetto di specifici impegni istituzionali a contrasto della precarietà e disoccupazione.

Di questi impegni ne sono state perse le tracce e avviandosi verso una fase di conclusione della vicenda abbiamo ritenuto opportuno che le amministrazioni locali e le associazioni di rappresentanza ne rendessero conto.”

Nell’aprile 2009 la proprietà denunciò lo stato di crisi e con la classica modalità adottata  dalle imprese e dal mercato nei momenti di difficoltà a pagare furono i lavoratori che furono licenziati: 7 a settembre di quell’anno e i restanti nei mesi successivi. Sui licenziamenti in tronco intervennero le amministrazioni locali e gli enti preposti ognuno per la sua competenza.

Una vertenza complessa e una risposta socialmente iniqua che non ci convinse, tanto da indurci ad indagare le ragioni della crisi e i motivi per i quali si cancellavano diritti, lavoro e occupazione.

Una vicenda articolata perchè legata strettamente alla realizzazione dell’impianto di compostaggio di Faltona (un’opera da 12 milioni di euro, inserita nel Piano Interprovinciale dei rifiuti per il trattamento e il compostaggio di 350 mila tonnellate/anno di rifiuti) con intrecci societari che hanno coinvolto direttamente il Comune di Borgo San Lorenzo e Publiambiente, soggetti facenti parte, insieme a Sopram, della compagine azionaria della società Acom destinata a realizzare e gestire l’impianto stesso.

“Questi sono i motivi per i quali  è giunto il momento di riaccendere i riflettori. Nel merito, gli accordi stipulati e gli impegni assunti a suo tempo prevedevano infatti che il futuro occupazionale dei lavoratori dovesse essere considerato come una priorità e che la vicenda dovesse essere seguita fino al riassorbimento del personale nel caso di acquisizione delle quote di Sopram in Acom e della struttura di Faltona. Come noto nel luglio scorso il Comune di Borgo San Lorenzo ha ceduto le proprie quote azionarie a Publiambiente e Acom risulta essere ad oggi una società partecipata al 100% da Publiambiente stessa.”

I lavori di realizzazione dell’impianto di compostaggio risultano in fase avanzata e le ultime scadenze ufficiali dicono che esso dovrebbe partire (così come previsto anche nel Piano Interprovinciale dei Rifiuti recentemente adottato) nel mese di aprile.

“Crediamo sia doveroso e urgente, concludono Verdi e Calò, riaprire la questione legata ai lavoratori, mantenendo gli impegni assunti nei loro confronti per la ricollocazione di quelli (4 su 15) che ad oggi risultano disoccupati. Per tali ragioni riteniamo urgente e indifferibile la convocazione di un tavolo tra Provincia, Regione, Sindacati, Acom e Publiambiente per verificare l’attuazione degli impegni assunti in materia di lavoro e occupazione, lo stato delle relazioni sindacali e  sulla vertenza, e definire i tempi per il riassorbimento dei lavoratori. Contestualmente il Gruppo Provinciale di Rifondazione Comunista ha inviato una richiesta alla Commissione Provinciale Lavoro per procedere all’audizione delle parti e sostenere i diritti dei lavoratori.”

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