BORGO SAN LORENZO: Stefano Tagliaferri non parteciperà alle Primarie del Centro Sinistra. Il suo sfogo





tagliaferriStefano Tagliaferri non parteciperà alle primarie del Centro Sinistra per la corsa a Sindaco di Borgo San Lorenzo. Le sue riflessioni e la sua amarezza per quanto accaduto in una lettera aperta che riceviamo e pubblichiamo:

Cari colleghi del PD, cari concittadini borghigiani,

                sento il dovere di avvertirvi che non parteciperò alle primarie di coalizione di centrosinistra, in quota Partito Democratico (partito a cui sono iscritto), nella forma perché non ho raccolto le firme, nella sostanza perché non si sono verificate le condizioni che io avevo auspicato nella lettera aperta al partito di tre mesi fa. In quella nota (criticata proprio perché l’avevo prodotta alla luce del sole, ma meno male che l’ho sottoposta a una platea ampia in tempi non sospetti) intendevo provocare il mio partito perché le scelte (iniziativa politica, persone), fossero sempre frutto di confronti tempestivi, aperti e globali, sul già fatto, su quello che si poteva fare, su quello che si voleva promuovere per il futuro.

Questo mio orientamento a rinunciare di partecipare alle primarie in realtà è maturata fin dal momento dell’uscita del regolamento, quando mi sono reso conto, che oltre la difficoltà di rispettare i numeri delle firme da raccogliere in una platea ristretta e a me in parte non conosciuta (sono stati senza esito fra l’altro i miei tentativi formali di visionare l’elenco degli iscritti fin dai primi di gennaio), la segreteria non ha ritenuto utile promuovere dibattiti politici allargati (quantomeno a tutti gli iscritti) sulle cose da fare, sulla cultura politica da promuovere e sulle persone potenzialmente interessate ad interpretare tali orientamenti (e quindi candidarsi).  Ho ugualmente continuato a chiedere iniziativa politica e apertura per le candidature per provare a rompere le resistenze, nell’interesse del Partito e della coalizione, ben consapevole che questo poteva essere anche personalmente controproducente. Le riunioni a cui mi è stato possibile partecipare fino all’ultimo hanno trattato solo gli accordi regolamentari con gli altri partiti senza porre mai in discussione documenti o sintesi dei contenuti politici da condividere. Solo la settimana scorsa si è svelata formalmente la “candidatura unica” a cui molti segretamente lavoravano e si è finalmente tenuta una tardiva assemblea degli iscritti che di fatto si è rivelata essenzialmente come l’avvio ufficiale della campagna elettorale per il segretario. Questo è quanto.

Mi perdonino gli amici di partito se ho continuato a infastidirli con messaggi per la richiesta delle firme (domande innocue per tastare il terreno, che però hanno avuto l’inatteso effetto di rendere inquieto qualcuno), anche quando in verità avevo in cuor mio preso atto che non c’erano le condizioni per partecipare serenamente alle primarie, sia per i numeri delle firme, che per il disagio e il silenzio registrato di fronte alle mie franche sollecitazioni (scritte) di discussione. A quel punto volevo però andare fino in fondo, per capire le valutazioni politiche dirette anche degli iscritti (visto che comunque fuori dal partito in molti attendevano la mia partecipazione e avevo dunque il dovere di dare ragione del mio impegno politico, e non certo coltivare il mio interesse personale), non potendo disporre di altri strumenti di confronto, per capire cioè se fra l’altro l’esclusione a priori del sottoscritto dalla imminente competizione era un sentire diffuso e consolidato fra gli iscritti, anche quelli dell’ultima ora che non conoscevo (viste le defezioni di molti ex-amici di partito emerse soprattutto durante l’ultimo anno) . E sono grato a chi ha risposto con la franchezza che desideravo cogliere fin dall’inizio, perlomento a partire dagli ultimi tre mesi. L’esperienza è stata comunque illuminante e mi ha fatto capire il motivo del disagio colto nei recenti dibattiti nel partito: ho posto troppe domande (per inciso domande alle quali anche io stesso avrei dovuto rispondere in modo aperto e senza protezione in quanto “vecchio” che ha vissuto da protagonista politico gli ultimi anni in Mugello) e messo in discussione alcuni nostri atteggiamenti collettivi del passato e del presente.

Era chiaro nelle ultime settimane che l’orientamento della maggioranza che si faceva strada dentro l’Assemblea eletta (ma ingiustificatamente tenuto sottotraccia fino all’ultimo) era il lancio ufficiale e unico della neo segretaria del PD di Borgo. Ma se davvero l’intento era quello di far condividere un unico nome perché occultarlo formalmente (ai più) fino all’ultimo? Perché si è evitato di avviare un ascolto largo (anche oltre i confini del partito), che avrebbe messo tutti sullo stesso piano di giudizio?  Si è invece scelta la strada del fatto compiuto e della conta. Il disagio rispetto alla mia insistenza di allargare il fronte degli interessati alle primarie (sono stato fra l’altro fra i primi a perorare quantomeno primarie di coalizione) non ha consentito alcun approfondimento politico per far crescere l’eventuale richiesta di adesione alla candidatura unica del PD. Ma la scelta delle primarie di coalizione ci consente di “temere” i candidati degli alleati al punto di “allarmare gli iscritti” sul tema delle candidature multiple del PD e limitare il confronto fra le persone interne al PD che intendono mettersi in gioco? Perché si è privilegiato l’atteggiamento di “controllo” degli iscritti e non si sono create occasioni di “confronto” con gli iscritti e non solo?

Quando poi la mia disponibilità al confronto e alla verifica del consenso, è stata definita una banale “esigenza personale”; quando alla richiesta di dibattito con pari opportunità si è evocato solo il regolamento; quando alla richiesta di vedere in modo trasparente e in tempo utile la lista degli iscritti mi è stato segnalato che potevo approfittare delle primarie nazionali per “sbirciarle un po’”; quando chi invitava a stare al gioco di squadra (non essendo ancora chiarita la candidatura unica) nel frattempo si è efficacemente occupato di “pre-trattare il terreno”, affinchè le candidature arrivate successivamente, risultassero agli iscritti “un pericolo per l’unità del partito”. Allora ho avuto la chiara percezione di discutere in un luogo (il PD di Borgo San Lorenzo di cui sono socio fondatore ante-litteram), che considerava estraneo e, per certi versi, “laico e sovversivo” il mio ragionamento, che non verteva certo solo sulle candidature. E tutto questo solo perché avevo dato una “disponibilità condizionata” ad essere della partita …

Un favore soltanto chiedo: nessuno mi faccia lezione di galateo politico. Io ho parlato (e scritto) alla luce del sole. Ora la vicenda si chiude. E’ plausibile a questo punto che qualcuno eccepisca che se fra le legittime aspettative della nuova Segretaria c’era l’intento di partecipare alla selezione per la candidatura a Sindaco, non era forse meglio (anche e soprattutto per lei stessa) che lo avesse socializzato subito, per evitare possibili dubbi di ambiguità (atteggiamento che invece ha opportunamente colto un alleato competitor di primarie, che si è dimesso per tempo da segretario del suo partito) ? Non era meglio per tutti far crescere l’unità degli intenti (anche sulla candidatura unica del PD) attraverso dibattiti politici come avevo chiesto tre mesi fa, invece che “tatticamente attendere” senza rispondere? Perché il “cambio verso” che caratterizza il nostro partito a livello nazionale, non lo si è attuato nei metodi in sede locale  e si è preferito optare per modalità che ritenevo del passato e non si è neanche tentato di verificare le varie opzioni in campo e il loro merito?  Visto poi che l’obiettivo a tutti i costi della segreteria era la candidatura unitaria, può essere considerato un “caso politico” il fatto che alla fine dei salmi l’unico a non partecipare sarà il sottoscritto, visto che della partita sarà sicuramente anche un candidato che ha saputo autonomamente fare tessere nuove grazie anche alla fiducia concessa dal precedente segretario? E’ utile al partito far vedere alla cittadinanza convocata alle primarie che ci saranno in campo per un ruolo civico così alto solo coloro che controllano una parte consistente del partito di maggioranza, senza essersi messi in ascolto anche delle attese di chi guarda a noi aspettandosi una pluralità di opzioni di scelta delle persone, magari anche esterne al partito? Io a chi mi diceva maliziosamente che “il tuo partito non ti farà candidare”, rispondevo che “noi del PD siamo differenti, ci fronteggiamo per tirare fuori il meglio, poi si procede uniti, ma a tutti sarà dato modo di confrontarsi in campo aperto senza esclusioni preventive”. Insomma volevo smentirli sul campo, invece …

Chi ha puntato sull’allungamento dei tempi di attesa del dibattito, un obiettivo lo ha dunque sicuramente raggiunto: io non sarò della partita delle Primarie del centrosinistra a Borgo. Sicuramente per tutte le condizioni sopra descritte. Ma alla fine è emersa anche una imprescindibile riflessione personale, visto che  “laicamente”, non ho condiviso alcune scelte che ritengo controproducenti per la credibilità complessiva della proposta politica in costruzione a Borgo San Lorenzo e non posso far finta di nulla: non ho necessità personali a starci per forza, quindi prendo atto e vado avanti facendo altro. Mi rammarico solo di non aver fatto di più per cercare di evitare questi che io considero limiti per la proposta del centrosinistra nel nostro Borgo e nel nostro Mugello.

Io dunque non ci sarò, lo dico soprattutto a coloro che, pur non richiesto, fuori del partito mi avevano anticipato a prescindere, il proprio sostegno, ritenendomi persona adeguata (anche se certamente non nuova all’impegno amministrativo) ad affrontare in modo disinteressato la complessità dei tempi che ci attendono sia a Borgo che nel Mugello, avendo fra l’altro dato prova di non dipendere personalmente dall’occupazione di posti della politica e ha dato prova di non avere bisogno di premi di consolazione: magari oggi mi rimprovereranno di non essermi fatto “tessere personali” e creato lobby nel partito, ma io sono fatto così, amo giocarmi la credibilità sul merito, senza gruppi precostituiti (e questo sarebbe stato possibile solo se ci fossero state occasioni di confronto a tutto campo!). Mi dispiace deludervi, ma non essere fra quelli che potrete scegliere in queste primarie del centrosinistra in quota PD, l’avete capito, non è dipeso soltanto da me. Spero che ci saranno altre occasioni per dare seguito alla vostra generosa fiducia nei miei confronti. Ora il confronto per il Comune di Borgo riguarda altri e fra questi ognuno potrà operare una scelta consapevole.

Io non smetterò certamente di occuparmi di politica e del futuro del Mugello. Lo farò nei modi che sarà possibile e non limiterò certo le occasioni per esprimermi in piena libertà, come ho sempre fatto. Offro comunque la disponibilità personale a produrre contributi scritti a tutti coloro che, amando la politica e il territorio, me li vorranno richiedere: lo farò esclusivamente per restituire ciò che ho ricevuto in anni di impegno disinteressato a favore della mia città e della mia valle.

Avrei certamente preferito avere un insuccesso sul campo anziché constatare che il campo di prova è stato reso … impraticabile.  Ma così è stato. Peccato per lo spreco di energie, perché quando il campo lo si mina troppo per non fare avvicinare nessuno, e si tengono lontane risorse disponibili a correre, può succedere che alla fine la paura di muoversi ci condanni  all’immobilismo per autoconservazione. Io per primo spero proprio che non sarà così. Ci sarà verso di cambiare prospettiva? Io credo che sia possibile recuperare la situazione per Borgo e auspico un cambio di passo per il prossimo futuro.

Buon lavoro a tutti coloro che parteciperanno alle competizioni politiche: che alla fine emerga il meglio per la nostra gente. Che prevalga insomma la competenza nel lavoro amministrativo, il coraggio nel confronto, la gratuità nelle relazioni.

Stefano Tagliaferri

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