BORGO SAN LORENZO: Lettera aperta di Tagliaferri al PD. “Disposto a impegnarmi per paese, ci vuole più discussione, autocritica e trasparenza”





tagliaferriDa Stefano Tagliaferri, già vicesindaco borghigiano e Presidente della Comunità Montana, attuale consigliere comunale, riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta inviata al PD borghigiano nel quale si indicano alcune riflessioni sull’attuale vita e discussione politica e, in pratica, si annuncia la propria voglia, suggerita da diverse persone, di correre ed impegnarsi per le prossime elezioni comunali:

Caro PD di Borgo San Lorenzo, ti scrivo da semplice iscritto, attuale consigliere comunale e certamente non nuovo spettatore delle vicende amministrative borghigiane e mugellane. Sento la necessità urgente di un dibattito aperto sullo vicende politiche locali, visto che la tempistica dei passaggi congressuali finora vissuta non ha consentito un dibattito profondo e allargato.

In questo tempo vivace per la nostra formazione politica a livello metropolitano e nazionale, personalmente ritengo che ora sia necessario porre attenzione anche alle cose che ci accadono nel nostro comune, nella nostra valle, visto l’approssimarsi del rinnovo delle amministrazioni comunali. C’è senz’altro un vento di novità che si impone a livello nazionale. Ma il dibattito sulla leadership ed i conseguenti confronti fra schieramenti

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rischiano di mettere in secondo piano il necessario confronto franco e aperto (e non solo all’interno delle assemblee di partito) sulle questioni che interessano la vita ordinaria del nostro territorio. Colgo senz’altro questa occasione per salutare con affetto Sandro Vignolini che ha concluso il suo impegno, svolto con passione e serietà, e dare il benvenuto a Sonia Spacchini che è stata disponibile a subentrare con una buona dose di coraggio. Ma proprio il cambio di guardia impone una accelerazione nel coinvolgimento delle persone e nel dibattito aperto sulle cose da fare.

Queste le tre serie di quesiti, che voglio urgentemente porre alla riflessione del PD borghigiano e mugellano e di chi lo osserva con interesse, per capire se le esigenze che sollevo sotto forma interrogativa, sono una esigenza personale o sono, pur in parte, condivise anche da altri.

  1. La domanda di innovazione della politica che sorge da ogni ambito sociale, anche nel nostro territorio (talvolta con modalità addirittura aggressive), non può trovarci incerti, titubanti e sulla difensiva perché si teme di esporre qualche fianco debole. Il metodo giustamente tanto evocato dagli innovatori di “confrontarsi a viso aperto” con la cittadinanza, a mio avviso, deve essere immediatamente praticato sia sui temi principali dell’amministare (dalla sostenibilità dei servizi, alla crisi dell’economia e del lavoro, alla vivibiltà delle nostre montagne) che sulla modalità di selezione delle persone che si sottoporranno alla valutazione diretta dei cittadini. Di che cosa abbiamo paura? La trasparenza e l’apertura porta in se, insieme ai rischi, il vantaggio di essere chiari e la possibilità di mettere in luce opportunità e criticità per poi programmare conferme o cambi di rotta. Quello che sta accadendo non deve forse indurre la nostra formazione politica a mettersi rapidamente in sintonia con quanto chiede la cittadinanza (che fra l’altro ci segnala qualche nostra assenza sui problemi), aprendosi subito alla partecipazione ampia e senza filtri preventivi dei cittadini (anche quelli che non ci hanno mai votato) alle scelte di programma, di stile, di persone?
  2. Lo sbocciare di nuove occasioni di dibattito sulle “reti sociali” e nei dibattiti diffusi nonchè il fiorire di autocandidature, esterne ed interne al PD (queste ultime pare in qualche modo già accreditate da rilevanti esponenti politici!), non consente a nessuno banalizzazioni e superficialità. Non solo ho comunque grande rispetto delle persone che si mettono in gioco, ma colgo in questo “muoversi delle acque” una domanda profonda di cambiamento nell’impegno politico (contenuti, interpreti, modo di interpretare). Si è consapevoli che, a torto o a ragione, una fetta di cittadinanza ha talvolta percepito le formazione politiche del centrosinistra e l’amministrazione poco presenti e coraggiosi nel confronto? Perché invece che attendere in silenzio, il Partito Democratico, che ha tutte le qualità per riappassionare la gente, non si mette subito in osservazione e ascolto “attivo” di questa serie di sollecitazioni civili, per interrogarsi su quello che c’è oltre l’apparenza? Si è consapevoli (come ha affermato un allenatore di calcio dopo un successo tanto atteso), che “c’è poca differenza fra consapevolezza e presunzione” e
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    quest’ultima è molto insidiosa e controproducente se si vuole dare seguito ai successi?

  3. Quando si parlerà di attività e servizi nelle prossime amministrazioni non sarà più possibile far riferimento al singolo comune, ma dovrà essere condiviso il destino di tutte le amministrazioni mugellane. Non è il caso forse di estendere il dibattito su “programmi, contenuti, stili” allargandolo alla zona, non solo in termini di rapporti fra segretari di partiti o movimenti potenzialmente coalizzati, ma con il coinvolgimento diretto della cittadinanza che intende mobilitarsi su temi come l’unità o la fusione fra comuni? Vogliamo forse che si pensi che la trattazione di alcuni temi è appannaggio solo degli addetti ai lavori? È possibile offrire, con metodi nuovi, un messaggio aggregante territoriale chiaro e serio?

Queste domande sorgono perché credo che si possa chiedere a tanti la collaborazione per Iavorare al meglio, senza la presunzione di avere già capito tutto. Io credo che si lavora con maggior profitto se si percepisce di far parte di una aggregazione politica che si apre senza timore alla sfida in campo aperto; si collabora con più spinta in un gruppo che riesce ad aggregare perché attraverso la prassi riesce a far prevalere la convinzione piuttosto che la convenienza; si scrive meglio il proprio contributo al programma se si è disponibili alla presenza e alla profondità:

Caro PD e caro centrosinistra, la legittima agitazione della gente non la si risolve ne cavalcandola, né addormentando il dibattito perché ci si illude di poter mantenere il consenso “per rendita”. C’è una sana voglia di protagonismo e presenza. Usciamo allo scoperto senza riserve e paure. Il nostro obiettivo non è forse allargare l’interesse e il consenso anche a chi non ci mai votato?

So perfettamente che ci sono molti, giovani e vecchi, capaci di esprimere contenuti, dare respiro ai progetti, attuare modalità nuove di coinvolgimento, ma se non si esce in campo aperto subito è evidente che in modo legittimo la scena sarà sempre più occupata da gruppi civici e comitati molto capaci (e non è poco) a fare emergere le criticità, ma che faticano nella trattazione delle politiche complessive e l’equilibrio che queste devono produrre.

I tempi che ci attendono impongono una sola regola: realismo e trasparenza. Dobbiamo essere credibili perché “veri” in quello che si propone e in quello che si è.

Facciamo da subito tutto alla luce del sole: valutazione serena dell’esperienza di governo di centrosistra a Borgo che si sta chiudendo con risultati rilevanti e criticità da riconoscere e superare; condivisione di idee praticabili e compatibili con la crescente ristrettezza di risorse, confronto sul ruolo di Borgo per l’integrazione fra i Comuni Mugellani e promozione di dibattiti con la cittadinanza sui temi zonali, controllo più puntuale delle società e aziende di servizi alla cittadinanza (dalla sanità all’acqua). Infine avviare subito la selezione aperta (non solo di partito) del gruppo di persone dal quale verrà fuori la scelta del candidato a Sindaco.

Alla luce proprio di questa mia sollecitazione di fare tutto alla luce del sole, a margine delle domande sopra poste che sono per me dirimenti per rilanciare la capacità di rappresentare le istanze della cittadinanza da parte del centro sinistra, a seguito di numerose sollecitazioni personali che fino ad oggi ho evitato di prendere in considerazione al di fuori del ragionamento politico del partito a cui sono iscritto, dichiaro di essere personalmente disponibile a mettermi in gioco per essere anche io valutato dai cittadini, per verificare se potrò (insieme ad altri) essere giudicato idoneo a interpretare “presenza e profondità” di lavoro a favore della nostra cittadinanza: sono persuaso che nessuno può fare le cose in solitudine e il confronto sulle idee e sulla autonomia intellettuale sarà il metro con cui le persone verranno scelte. Per il confronto subito aperto io ci sono, alle condizioni sopra indicate. Se questa mia disponibilità senza “sponsorizzazioni preventive” serve bene, altrimenti … si farà altro.

Vi ringrazio per l’attenzione. Spero che questo modesto contributo di domande e sollecitazioni, espresse in modo franco e diretto sia utile per dare slancio nuovo ai passaggi di selezione e di scelta delle cose da fare e dei soggetti che collaboreranno al servizio della nostra comunità. E mi attendo valutazioni libere da chiunque vorrà farmi il servizio di giudicare questa mia riflessione.

Buon lavoro.

Stefano Tagliaferri

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