BORGO SAN LORENZO: Lettera aperta di Margheri e Tagliaferri al PD





tagliaferriDa Antonio Margheri riceviamo e pubblichiamo:

DEMOCRATICI, PRIMA DI TUTTO

Verso il Congresso del Circolo PD di Borgo San Lorenzo

LETTERA APERTA (1)

di Antonio Margheri e Stefano Tagliaferri

Queste riflessioni sono rivolte a te, iscritto ed elettore del Partito Democratico di Borgo San Lorenzo, a te che credi nella buona e giusta politica fatta di partecipazione, di confronto, di informazione, di approfondimento serio, di contributo ed impegno. Per decidere insieme cosa si propone di fare; per giudicare insieme cosa si è fatto per lo sviluppo del nostro territorio e per favorire il benessere delle persone; per rilanciare insieme una progettualità che aiuti persone e soggetti sociali ad investire su se stessi con l’attitudine alla fiducia nei propri simili. Non sappiamo ancora quali saranno le regole congressuali, chi vorrà parteciparvi, chi potrà votare, chi intende ricoprire gli incarichi di dirigenti. Tutto potrà svolgersi con serenità e profondità. Quindi ci sentiamo di proporre una lettura della realtà, con osservazioni che intendono essere costruttive. Siamo consapevoli che questo partito ha storicamente un notevole consenso elettorale e quindi un potere importante a livello locale tale da orientare o indirizzare scelte forti che riguardano tutta la collettività . E tuttavia constatiamo che a Borgo San Lorenzo il PD è un partito che segna il passo riguardo al numero degli aderenti e partecipanti: 160 iscritti circa, 40-50 persone che più o meno lo frequentano, molti meno quelli che decidono. Visto il ruolo che ci siamo ritagliati nel tempo, visto il nuovo scenario sociale in cui si deve muovere chi si interessa di politica, è giusto ed auspicabile che il PD susciti attenzione, informazione e giudizio da parte dei cittadini oltre che dagli iscritti e elettori del PD. Ed è naturale e produttivo che si risponda di fronte alla cittadinanza su cosa, perché e come discutiamo, chi decide le opzioni politiche, chi dirige il Partito Democratico a Borgo San Lorenzo. Fare questo lavoro può catalizzare energie che torneranno utili alla nostra iniziativa politica, ai nostri concittadini, al territorio che vogliamo rappresentare. Noi dunque auspichiamo un PD all’altezza delle responsabilità e delle attese di chi lo ha votato e capace, rinnovandosi, di rinnovare la politica e la speranza di chi l’ha votato e lo voterà.

Questo contributo è stato dunque scritto esclusivamente per queste finalità.

Tra pochi giorni renderemo nota la seconda parte della nostra lettera aperta dedicata al “PD UTILE ED INTERESSANTE CHE VOGLIAMO. “COSE NUOVE” PER UN PARTITO NUOVO ED OSPITALE”.

PERCHE’ IL CONGRESSO DEL CIRCOLO PD DI BORGO SAN LORENZO

Il Partito Democratico di Borgo San Lorenzo ha tenuto il suo ultimo congresso di circolo il 25-26 ottobre 2013 rinnovando i componenti dell’Assemblea ed eleggendo segretaria di circolo, Sonia Spacchini. A seguito della decisione di candidarsi alle Primarie di Coalizione, la segretaria si è dimessa e la guida del partito è passata fino al 3 aprile 2014 a Marco Recati, segretario di zona del PD Mugello. Dopo le Primarie di Coalizione che hanno visto l’affermazione di Paolo Omoboni come candidato Sindaco del centrosinistra, l’Assemblea di Circolo ha rinviato la data del Congresso al 19-20 settembre 2014, affidando il 3 aprile la reggenza del Circolo a Giunia Adini, Alessandro Galeotti e Antonio Margheri.

Auspichiamo che il Congresso del Partito Democratico di Borgo San Lorenzo possa rappresentare un momento importante per ricostruire un partito aperto, partecipato dagli iscritti e dagli elettori, utile ed interessante. Per esserlo deve fondare e sviluppare il proprio metodo di lavoro sull’ascolto e sulla discussione, sulla elaborazione informata e consapevole, sul confronto aperto che non soffoca le diversità, valorizza la qualità e dove ognuno possa avere il gusto di portare, imparare e fare qualcosa per un avvenire più bello e più giusto. Un partito inclusivo, questo è necessario.

IL RISULTATO DELLE PRIMARIE

Non si può pensare che sia l’oblio e la rimozione a rigenerare e rinnovare il PD di Borgo San Lorenzo. Occorre andare in profondità e cambiare. Nei fatti.

Il PD ha perso le primarie non perché ha sbagliato lo strumento per la selezione del candidato sindaco del centrosinistra (primarie di coalizione), non perché “non si è mobilitato a sufficienza”, ma perché in questi anni e soprattutto durante il 2013 è stato incapace di avviare:

1) una discussione approfondita, interna e pubblica, sul profilo e selezione del nuovo candidato sindaco e quindi costruire una condivisione sulla/e candidature. Proprio la scelta delle Primarie di Coalizione avrebbe richiesto ancor di più una discussione seria ed approfondita in proposito;

2) una riflessione critica sull’esperienza del governo di Borgo San Lorenzo in questi 10 anni (risultati da valorizzare, criticità, problemi aperti, assenza di un bilancio di mandato);

3) una verifica critica sullo stato di salute di un partito che ha perso centinaia di iscritti dal 2007 (con soli 159 iscritti nel 2013) ed ha visto un costante calo di partecipazione e di tensione nella discussione interna e non ha svolto una sufficiente ed incisiva azione autonoma e propositiva sul territorio.

Il PD è stato così percepito dagli elettori come un partito autoreferenziale, troppo chiuso a critiche e contributi, interessato a difendere l’esistente e/o a promuovere “gli stessi”. In sostanza è stato visto non in sintonia rispetto ad una voglia di cambiamento e di rinnovamento che, in assenza di “cose nuove” da parte del PD, si è riversata sul candidato Sindaco del centrosinistra che è apparso agli elettori dello stesso PD più credibile e affidabile.

IL RISULTATO DELLE ELEZIONI DEL 25 MAGGIO 2014

I reggenti sono stati eletti dall’Assemblea di Circolo del PD il 3 aprile 2014. La lista dei candidati al Consiglio Comunale è stata approvata dall’Assemblea di Circolo il 18 aprile. Pur con poco tempo a disposizione il Partito è stato in grado di fare un buon lavoro di selezione, che ha portato ad una lista di 9 donne e 7 uomini, una lista rinnovata e rappresentativa che fin dall’inizio della campagna elettorale ha consentito di recuperare una maggiore sintonia con l’elettorato del nostro Comune e di svolgere un ruolo incisivo e collaborativo nella campagna elettorale della coalizione e nella definizione del programma amministrativo. Le difficoltà e le diversità di opinioni durante il percorso non sono mancate, tra i reggenti e nel partito. Ma tutto si è svolto e risolto senza opacità e mascheramenti, con discussioni e decisioni assunte negli organi dirigenti del partito e nella piena conoscenza delle diverse posizioni da parte dei membri dell’assemblea di circolo, degli iscritti e dei candidati. Lo stesso è avvenuto nella fase della formazione della Giunta e dei vari incarichi all’interno del gruppo. Non così è avvenuto sull’importante questione della rappresentanza di Borgo San Lorenzo e del Mugello nella città metropolitana dove è mancato il coinvolgimento e la discussione tra tutti i reggenti, nel partito e nel gruppo consiliare nella fase iniziale della discussione e della decisione, quando era possibile impostare diversamente le valutazioni e le decisioni che nella Zona del PD sono maturate.

Il risultato elettorale è stato positivo per il Sindaco, la Coalizione del Centrosinistra e per il PD.

Paolo Omoboni è stato eletto Sindaco al primo turno con il 58,03% e 5.831 voti. La più alta percentuale raggiunta per l’elezione del sindaco a Borgo, con il maggior numero di voti in assoluto, nonostante il calo del 5% del numero dei votanti rispetto al 2009.

La coalizione del Centrosinistra ha ottenuto il 58,41%, complessivamente 5.788 voti. Anche in questo caso la percentuale più alta ed il risultato in voti assoluti più alto delle tornate comunali precedenti. All’interno della Coalizione il PD ha preso il 37,80% (3746 voti), Borgo Migliore il 16,60% (1645 voti), SEL 4,01% (397 voti). Il meccanismo di calcolo dei voti ha determinato l’attribuzione al PD di 8 consiglieri comunali, 3 a Borgo Migliore, nessun eletto per SEL.

Per quanto riguarda il PD, tenendo conto delle diffuse e forti preoccupazioni sulla tenuta elettorale del partito dopo le Primarie, si tratta di un risultato positivo. Tuttavia occorre anche rilevare che si tratta della percentuale e del voto assoluto più basso ottenuto nelle varie tornate elettorali e con uno scarto notevole rispetto al dato delle elezioni europee 2014 (PD al 62,96% e 6329 voti). Questi risultati devono quindi far riflettere almeno su 2 aspetti:

a) anche Borgo San Lorenzo rientra tra quelle realtà dove si registra in modo accentuato una differenziazione dell’espressione del voto, a seconda della specifica competizione elettorale e quindi rispetto al giudizio che gli elettori esprimono a livello locale, nazionale, europeo, ecc..

b) il grande risultato ottenuto dal PD alle elezioni europee, testimonia di un’opzione politica fortemente orientata al voto al PD degli elettori di Borgo Migliore. E nello stesso tempo ci sono molti elettori che votano PD alle europee, ma non PD a livello locale. Questa volta più di sempre, nonostante il recupero del PD per la “squadra” messa in campo durante la campagna elettorale.

Quali elementi ulteriori di riflessione e di indirizzo politico trarre?

1) Il Sindaco è stato eletto con un grande consenso dei cittadini e positivo è stato il risultato del PD e della coalizione (con l’eccezione di SEL, che comunque ha sostenuto con generosità la coalizione e deve essere parimenti coinvolta nelle scelte fondamentali che riguarderanno la politica amministrativa). Ne consegue che obbiettivo del PD per i prossimi anni dovrà essere quello di sostenere, contribuire e rafforzare l’esperienza di governo che è iniziata con le elezioni del 25 maggio, con lo scopo di conseguire alla scadenza del mandato quei risultati politici ed amministrativi per rinnovare al Sindaco e alla maggioranza il consenso degli elettori. Questo è lo sforzo principale da fare per il bene del PD, del centrosinistra e per rispettare il voto espresso dai cittadini.

2) Avviare un ricco confronto di condivisione e di discussione con Borgo Migliore nel merito delle scelte di governo ed anche per la creazione di un gruppo consiliare unitario, ipotesi affrontata all’inizio del mandato amministrativo e considerata da costruire con gradualità, ma non da abbandonare. E’ necessario, con coerenza, sviluppare le condizioni politiche, programmatiche e culturali perché questo impegno sia mantenuto.

3) Mai considerarsi autosufficienti. Il sistema politico è talmente “fluido” e in trasformazione che, anche a livello locale, occorre disponibilità al confronto e apertura. Mai chiudersi: è nella capacità propositiva, nel dibattito ed anche nello scontro delle idee, se necessario, che si cresce e cresce la democrazia.

IL PD UTILE ED INTERESSANTE CHE VOGLIAMO.

“COSE NUOVE”

PER UN PARTITO NUOVO E OSPITALE.

 

Abbiamo bisogno di un PD:

a) aperto, inclusivo e trasparente. Senza paura di discutere al proprio interno e all’esterno, capace di valorizzare le competenze e lo spirito innovativo, non la conservazione. Un partito ad evidenza pubblica che quando discute e decide rende conto di ciò che fa ai propri iscritti ed ai cittadini;

b) con più iscritti, perché un maggior numero di iscritti e partecipanti alla vita del partito è essenziale per la ricchezza del suo dibattito e per sviluppare il profilo di partito popolare organizzato e basato sul contributo dei suoi volontari;

c) aperto al contributo degli elettori e dei simpatizzanti, non solo quando si tratta di scegliere le persone o per le primarie, ma nella costruzione delle linee politiche;

d) dovrebbe comporre i propri organi dirigenti evitando sovrapposizioni di ruoli e doppi incarichi, sapendo distinguere tra partito e istituzione. I cittadini devono aver chiaro che non si sta nei partiti per fare carriere personali, ma per contribuire alla crescita culturale e democratica dei cittadini, per migliorare le condizioni di vita nei territori;

e) capace di innovare le modalità di incontro e partecipazione alla discussione e alla decisione politica. Dovrebbe coinvolgere ed aprirsi alle diffuse competenze che sul territorio esistono (“chi sa, che cosa”)per farne la base di conoscenza indispensabile per meglio indirizzare le scelte politiche e quelle delle istituzioni. Senza competenze, senza studio, non si fa buona politica.

f) intergenerazionale e rappresentativo della realtà sociale e di genere del nostro Comune.

g) capace di dotarsi di un’efficace strategia comunicativa. Prima vengono i contenuti, ma senza comunicazione non si fa politica; la Retestessa è un luogo nuovo della politica perché trasmette contenuti ed è relazione tra le persone.

h) competente e propositivo per offrire una autorevole indicazione politica per l’integrazione amministrativa in ambito zonale, superare la frammentazione, rendere più efficaci le decisioni politiche, più efficiente la macchina amministrativa e migliorare i servizi alle imprese ed ai cittadini. Il Mugello, territorio diverso dalla stretta cintura urbana (sia per morfologia, che per distanza dai servizi, dalle agenzie formative, dagli snodi commerciali con conseguente difficoltà demografica, crescita del costo di mantenimento del territorio e delle infrastrutture essenziali, ecc) deve evitare di percorrere la strada di una inconcludente contrapposizione con la città, ma deve affermare un determinato confronto con l’ambito metropolitano. Dobbiamo dunque esigere un dibattito serio ed allargato per condividere i destini politici e istituzionali fra tutti i territori (montani e metropolitani), per articolare una politica sociale, culturale, scolastica, economica e ambientale moderna, con visione integrata, che consideri la centralità dei beni su cui dobbiamo basare il rilancio dell’economia e la salute dei cittadini (energia verde, prodotti agroalimentari, acqua, ecc.). Le Unioni dei Comuni possono rappresentare dei soggetti istituzionali che, all’interno della Città Metropolitana, rafforzano la rappresentanza dei territori e l’integrazione delle politiche. Fondamentali saranno lo Statuto ed il Piano Strategico della Città Metropolitana. Altrettanto importante la condivisione dal basso. Per questo fra tutte le componenti della società locale e zonale (istituzioni, imprese, organizzazioni, cittadini) è necessario rilanciare un patto sociale, che valorizzi un’economia che punti su una rinnovata etica individuale (riconoscimento dei beni comuni) e comunitaria.

Intanto oggi va raggiunto l’obbiettivo minimo di eleggere nel Consiglio della Città Metropolitana un Sindaco del nostro territorio, che rappresenti tutto il Mugello. Borgo San Lorenzo dovrà seguire attentamente tutte le dinamiche e le scelte della nuova istituzione, dovrà avere una capacità propositiva e di contrasto, se necessaria, nell’interesse del Mugello e del suo ruolo di “città dei servizi”.

Il prossimo congresso del PD del Mugello dovrà discutere di queste tematiche, rafforzare l’idea ed il governo comune del Mugello e per il Mugello e dovrà servire per rilanciare un ruolo del PD di zona più coinvolgente e partecipato di quanto è stato capace di fare negli ultimi anni.

i) Infine il PD dovrebbe cercare di organizzare momenti specifici di formazione politica sia di carattere generale che particolari, legati a temi e problemi emergenti della nostra zona. Formazione politica che tenga conto dei motivi di diffidenza nei confronti della politica e delle formazioni politiche, anche in ambito locale e che, quindi, si ponga come obbiettivo di contribuire a superare la disaffezione e la sfiducia verso la democrazia.

Il combinato fra moralità degli amministratori, competenza delle persone coinvolte nella dirigenza politica, l’apertura al libero contributo per definire strategie (proponendo idee e persone), consentirà anche al PD di Borgo di essere luogo di aggregazione politica attrattivo e capace di mettere insieme il meglio che offre il territorio.

Solo in un tale scenario sarà possibile supportare il difficile compito di governare la comunità locale in un tempo gravato dalla limitazione di risorse pubbliche e private.

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