Borgo San Lorenzo – Considerazioni personali di Franco Frandi sugli interventi presso il Centro Piscine del Mugello e sulla palestra Ipsia Chino Chini.

Sono apparsi in questi giorni a più riprese sugli organi di stampa locali on line e cartacei delle pesanti prese di posizione da parte del Presidente del Consorzio Sport Mugello, Giovanni Sorrenti, che gestisce le palestre ad uso scolastico e sportivo di Borgo San Lorenzo, e di qualche singolo cittadino nei confronti dell’Amministrazione comunale. Sono in programma, infatti, interventi di miglioramento degli spazi presso il Centro Piscine del Mugello per una migliore organizzazione delle attività presenti in tale struttura.

In questa discussione si è parlato anche della ormai famosa palestra del Chino Chini di cui la Provincia, adesso Città Metropolitana, dopo tanti anni, aveva in un primo tempo presentato il progetto esecutivo e che, in un secondo tempo, sotto il naso di tutti, aveva fatto sparire. Purtroppo le due questioni non sono sovrapponibili, per una semplice questione di competenze: è come mescolare le mele con le pere, poiché sulla palestra del Chino Chini la competenza era ed è della Città Metropolitana (ex Provincia), e non certo del Comune di Borgo San Lorenzo.

 

Ma ricostruiamo con ordine i fatti.

Il sottoscritto nel 2013, a termine del proprio mandato triennale di Presidente della Vivi Lo Sport Srl, nella relazione finale aveva sottolineato che erano necessari lavori urgenti presso il Centro Piscine, in particolar modo nella parte strutturale in cemento armato nella zona delle vasche interne. C’era inoltre da cominciare a pensare all’utilizzo di fonti energetiche diverse, visti gli altissimi costi di gas ed energia elettrica, e trovare una soluzione per una piccola palestra per la muscolazione ad uso soprattutto delle società sportive del settore natatorio.

Tutto questo prevedeva una spesa non inferiore al milione di euro, ma nessuno politicamente riusciva o provava ad intercettare queste cifre, né tanto meno poteva farlo la Vivi Lo Sport Srl, che all’epoca soffriva anche per i grossi crediti che avanzava dal socio privato di minoranza, la Uisp di quel periodo. E non credo sia in grado di farlo neanche oggi, nonostante la situazione di bilancio migliorata, anche se resta una fideiussione totalmente a carico del Comune di 350.000 euro.

Ora, mi sembra che la situazione sia favorevole, ed una parte di merito va all’Amministratore unico Giovanni Incagli, che ha favorito una migliore collaborazione con gli attuali dirigenti Uisp, all’attuale sindaco Paolo Omoboni, abile ad intercettare una parte di risorse necessarie anche grazie alla partecipazione dell’Unione dei Comuni, la quale Unione mi pare abbia fatto una giusta scelta nel finanziare impianti sportivi di rilevanza sovracomunale (in particolare le piscine, anche in altri comuni) e a tutto lo staff della struttura. Ricordiamo anche che la manutenzione straordinaria spetta alla Vivi Lo Sport, e che per questo giustamente il Comune interviene con una riqualificazione degli spazi, che permetterà alla società un bilancio migliore in modo da poter fare investimenti di manutenzione direttamente in un secondo momento.

Ecco, ora, mi sembra a dir poco insensato vedere che c’è del disappunto, e proprio alla vigilia di importanti lavori utili per la collettività che usufruisce di queste strutture, proprio da parte di chi mastica sport da una vita, tirando in mezzo la palestra del Chino Chini, che niente ha a che fare con le competenze del Comune di Borgo o dell’Unione dei Comuni. Sono due questioni, purtroppo, diverse.

 

Veniamo ora al tasto palestra Chino Chini.

Era il 21 maggio 2010 e durante la manifestazione “Vivilosport” con lo slogan “Nasce a Borgo San Lorenzo la prima palestra a consumo zero” la Provincia di Firenze presentava il progetto dell’edificio “totalmente passivo” che non avrebbe avuto bisogno di allacciamenti esterni per luce, acqua e gas.

Questo era il comunicato sul sito dell’allora Provincia: “Illustrato ufficialmente a Borgo San Lorenzo, nell’ambito della manifestazione “Vivilosport”, il progetto innovativo che la Provincia di Firenze ha realizzato per la costruzione della nuova palestra dell’Istituto Chino Chini. Si tratta di un edificio “a consumo zero” che, grazie a particolari accorgimenti tecnici, non avrà bisogno delle fonti energetiche tradizionali. In pratica non necessiterà di allacciamenti esterni per luce acqua e gas. L’autonomia energetica sarà raggiunta in virtù dell’utilizzo di particolari tamponamenti esterni che garantiscono l’isolamento termico, e grazie all’impiego di tecnologie innovative che utilizzano una combinazione di impianti geotermici, pompe di calore e pannelli fotovoltaici”.

L’allora Assessore provinciale, l’architetto Stefano Giorgetti, spiegava: “Questo nostro progetto, che rientra di diritto nella classe A prevista dalla normativa per il risparmio energetico, è un esempio di utilizzo delle energie alternative, nell’ottica della sostenibilità ambientale, che segue un preciso orientamento espresso più volte dalla Provincia di Firenze, già iniziato con la realizzazione dell’Istituto Ferraris di Empoli. L’opera avrà un costo di due milioni e quattrocentomila euro e sarà realizzata con fondi propri della Provincia di Firenze.”

Intanto il progetto della nuova palestra di Borgo San Lorenzo, realizzato dai tecnici della Provincia (responsabile del progetto architetto Gentili; progetto impianti ingegnere Pancani; progetto architettonico Studio Vernuccio) era stato segnalato da parte del Comitato tecnico scientifico per il Premio “Toscana ecoefficiente 2009-2010”, ricevendo il diritto all’uso del prestigioso logo.

La cerimonia di consegna del logo ai progetti segnalati, quale indice di qualità, si svolse il 29 maggio nell’ambito della manifestazione “Terra Futura” in programma alla Fortezza da Basso.

Fu proprio al termine della presentazione del progetto a “Vivilosport” che sempre Sorrenti contestò vivacemente l’Assessore Giorgetti ed i tecnici della Provincia per le dimensioni del campo gara, che non poteva essere omologato per partite di squadre adulte maschili, ma solo per partite di settore giovanile, con deroga per gare femminili.

A questo punto intervenni io e, pur avendo stima del Presidente della Fiorentina Handball, avendo con lui molto spesso collaborato negli anni, gli feci notare con decisione alla presenza dei convenuti che per me stava esagerando nelle richieste perché non poteva di certo ridurre la questione della futura palestra alle partite ufficiali delle squadre adulte maschili della Pallamano, avendo già a disposizione anche il Palazzetto Gaddo Cipriani. Per me, era di gran lunga più importante che dopo tanti anni l’Istituto Chino Chini avesse finalmente la sua palestra!

Poi, accadde che la Provincia fece marcia indietro: e non sono mai riuscito a capire come un ente del genere abbia potuto ritirare tale progetto, dopo aver presentato un progetto esecutivo con una cifra di due milioni e quattrocentomila euro già pronti. Infatti, di lì a qualche mese si sarebbero potuti iniziare i lavori.

Come è possibile che la Provincia sia venuta a sbandierare pubblicamente un’opera così importante e così avveniristica, lasciando poi che di lì a qualche anno che non se ne facesse più niente, e permettendo che quei soldi venissero dirottati soprattutto per il rifacimento di manti stradali nelle più svariate parti della Provincia?

E soprattutto, perché i nostri amministratori di quegli anni (Giovanni Bettarini, sindaco di Borgo San Lorenzo e presidente dell’Unione Comuni del Mugello e Sonia Spacchini, assessore allo Sport della Provincia di Firenze) non hanno fatto niente per farsi restituire le risorse che ci sono state sottratte per questa palestra?

E ancora, perché non l’hanno detto subito ai mille ragazzi del Chini Chini? Perché non hanno portato motivazioni convincenti per giustificare quanto avvenuto?

Certo oggi è positivo il lavoro della Città metropolitana sull’ampliamento del Chino Chini grazie al bando periferie, ma lo scippo della palestra grida vendetta. Tuttavia prendere di mira i lavori al Centro Piscine per rivendicare la palestra mi pare davvero fuori luogo, oltre che sbagliato, sopratutto se a farlo è un profondo conoscitore della situazione.

 

DCDB

Franco Frandi

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