Bangladesh – Ucciso un Cooperante – Chi sono i cooperanti

Ci ricordiamo di loro solo quando avviene un uccisione o dei rapimenti. I cooperanti: un popolo silenzioso che porta nel mondo la solidarietà italiana.

Che siano volontari o no, sono persone che a vari livelli, cercano  di alzare il livello di benessere di tante popolazioni del globo; una media annua di 6.000 persone impegnate nella realizzazione di progetti, con ruoli e competenze diverse.

Lavorare nel mondo della cooperazione internazionale oggi significa fare propri gli obiettivi fissati dalla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite firmata nel 2000 e condivisa da 191 paesi. L’azione di cooperazione a livello internazionale si ispira,  al raggiungimento di otto importantissimi obiettivi: sradicare la povertà estrema e la fame; rendere universale l’istruzione primaria; eliminare le disparità tra i sessi; ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l’HIV/AIDS e le altre malattie infettive; proteggere l’ambiente; e creare un partenariato mondiale per lo sviluppo.
Tutti gli attori che popolano questo vastissimo universo sono dunque impegnati, a vario titolo e con differenti strumenti a seconda delle risorse di cui dispongono, nella realizzazione di progetti di assistenza, di sviluppo, di attività di utilità sociale e campagne di sensibilizzazione.

Cesare Tavella faceva parte di questo popolo silenzioso. Lavorava in Bangladesh.

Il cooperante 50enne è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nel quartiere diplomatico della capitale Dacca mentre faceva jogging ed è morto dopo il trasporto in ospedale. E’ stato ucciso alle spalle, in maniera vigliacca solo perchè era un occidentale e membro, secondo la rivendicazione,  di una “coalizione crociata”.

Tavella lavorava per la Icco Cooperation, una ong olandese che si occupa di cooperazione allo sviluppo e ha uffici in Bangladesh.

 

Fabio Ceseri

 

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