ASD e defibrillatori DAE A che punto siamo? Da ottobre in vigore gli obblighi di legge

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Dal 2006 al 2012 sono stati 592 i “morti di sport”. Di contro, laddove gli atleti vengano soccorsi con le tecniche di respirazione BLS (Basic Life Support) unitamente all’utilizzo del defibrillatore (BLS/D) la percentuale di decessi scende sensibilmente. Questo dato, solo sull’onda emotiva, ha finalmente indotto il Legislatore a sancire l’obbligo per le società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, di dotarsi di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE).

Quindi per legge, le società sportive dilettantistiche e quelle sportive professionistiche dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici dal 1° di ottobre.

Come spesso accade nel nostro paese, anche questo obbligo di legge è figlio del trasporto emotivo cui soggiace l’opinione pubblica dinanzi a eventi spesso tragici, il cui umore e disappunto, sovente, fa breccia nel comune sentire politico, da qui, in linea di massima, lo slancio normativo del Legislatore. L’obbligo normativo in esame prende le mosse dalla tristemente nota vicenda Morosini, caso emblematico che, il 14 aprile 2012, vide il calciatore del Livorno accasciarsi sul campo dello Stadio Adriatico di Pescara, colpito mortalmente da un’improvvisa crisi cardiaca. Le polemiche sorte attorno alla prematura ed inaspettata morte del calciatore si concentrarono sul mancato utilizzo da parte dei medici impegnati sul campo del defibrillatore, strumento che avrebbe potuto evitare la tragedia. Successivamente, il Ministro della Salute, On. Renato Balduzzi, di concerto con il Ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, On. Piero Gnudi, si affrettarono ad emanare il decreto 24 aprile 2013, il c.d. Decreto Balduzzi, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 luglio 2013, in forza del quale venivano dettate le linee guida sulla dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.

L’obbligo, che pare non molti pare abbiano recepito, è sancito anche da una normativa della Regione  Toscana, una delle prime in Italia a dotarsi di uno strumento legislativo a tutela della salute degli sportivi.

L’entrata in vigore dal prossimo 1 Ottobre 2015 prevede per chi non si mette in regola delle sanzioni oppure, cosa non remota vista la situazione, di un’ ennesima proroga visto il gran silenzio da parte della stragrande maggioranza delle società sportive interessate…la risposta pare scontata.

Riportiamo un estratto della normativa regionale con i punti salienti

Art. 7 – Sanzioni
1. L’inosservanza dell’obbligo di dotazione di defibrillatori, previsto dall’articolo 4, comporta la chiusura degli impianti sino all’adempimento.
2. L’assenza di personale abilitato all’uso dei defibrillatori durante l’orario di apertura degli impianti e l’inosservanza degli obblighi di formazione comporta a carico dei soggetti gestori la sanzione amministrativa pecuniaria di una somma da un minimo di euro 2.500,00 ad un massimo di euro 5.000,00.
3. La mancata manutenzione periodica dei defibrillatori comporta a carico dei soggetti gestori la sanzione amministrativa pecuniaria di una somma da un minimo di euro 1.000,00 ad un massimo di euro 2.000,00.

Nel territorio mugellano alcuni tentativi di normalizzazione  sono stati fatti sopratutto da un punto di vista formativo dal Comune di Borgo San Lorenzo (qui) ma grossi dubbi ci sono sull’effettiva installazione dei DAE da parte delle ASD del territorio.

Ci chiediamo a che punto siamo? L’installazione e la formazione di questi apparecchi, non deve essere vista solo come un mero atto amministrativo o di adempimento a degli obblighi di legge, ma bensì come atto di responsabilità verso i propri tesserati  perchè come dimostrato (qui), tante vite possono essere salvate per non ritrovarsi nella disperazione nel momento del fatto compiuto.

In qualsiasi locandina o manifesto di promozione di un evento sportivo sono presenti molti sponsor che pagano per comparire su una locandina o un volantino che rimarrà tra le mani degli spettatori a dir tanto per pochi minuti e affissa agli edifici solo per qualche giorno. Non sarebbe meglio per tutti che i medesimi soldi fossero utilizzati per realizzare almeno una postazione DAE salvavita da posizionare all’interno dell’impianto dove si svolge la manifestazione, corredata in maniera indelebile da una targa contenente nomi e loghi delle aziende che hanno contribuito a rendere l’attività sportiva all’interno di quella struttura…CARDIOPROTETTA??

Vogliamo forse fare un paragone sia in termini di visibilità che di ritorno d’immagine? Senza parlare dell’utilità sociale…

 

Fabio Ceseri

 

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