AMBIENTE: Notizie confortanti dai rilevamenti della Regione Toscana sulla qualità dell’aria

Grazie ad Arpat è stata presentata la “Relazione sullo stato dell’ambiente in Toscana2011”. In questo caso, specificatamente, parliamo di qualità dell’aria.

Il recente recepimento, con Decreto Legislativo n. 155/2010, della Direttiva 2008/50/CE ha evidenziato la necessità di determinare i criteri per un riordino del sistema di monitoraggio della qualità dell’aria, già previsto peraltro con Legge Regionale n.9 dell’11/02/2010. Un’importante novità introdotta dalla normativa riguarda la valutazione della qualità dell’aria che deve essere effettuata a livello regionale, non più su base provinciale, ma nell’ambito di zone omogenee dal punto di vista delle fonti di inquinamento e della loro influenza sul territorio.

La Regione Toscanaha presentato il proprio progetto di zonizzazione al Ministero dell’Ambiente e, contemporaneamente, con delibera DGRT n. 1025/2010, ha adottato la nuova rete regionale basata su tale progetto.

Sono state individuate cinque zone, distinte in base alle caratteristiche morfologiche, climatiche e di pressioni esercitate sul territorio, e un agglomerato:

–       Zona costiera – Isole;

–       Zona Valdarno pisano e Piana lucchese;

–       Zona Prato – Pistoia;

–       Zona Valdarno aretino e Val di Chiana;

–       Zona collinare montana;

–       Agglomerato di Firenze (comprendente Firenze e i Comuni dell’area omogenea).

In ciascuna di queste zone sono state previste postazioni di monitoraggio per tutti gli inquinanti normati (PM10, PM2,5, NO2, SO2, CO, Benzene, IPA e metalli) che tengano conto del numero minimo previsto sulla base della popolazione e dei livelli pregressi registrati, e della rappresentazione di tutte le criticità di ciascuna zona.

Per l’ozono, essendo un inquinante di natura secondaria, non prodotto direttamente dalle sorgenti di emissione, caratterizzato da una distribuzione più omogenea su larga scala, è stata necessaria una diversa zonizzazione.

Sono state perciò individuate, oltre all’agglomerato di Firenze, le seguenti 3 zone distinte in base ai fattori che maggiormente incidono sulla distribuzione di questo inquinante, quali altitudine e distanza dalla costa:

–       Zona delle pianure interne (unione della zona Prato-Pistoia con Valdarno aretino e Valdichiana);

–       Zona delle pianure costiere (unione della zona costiera con la zona Valdarno pisano e Piana lucchese);

–       Zona collinare montana (coincidente con la zona collinare montana per gli altri inquinanti);

–       Agglomerato di Firenze.

Reti di monitoraggio

Il quadro conoscitivo dello stato della qualità dell’aria ambiente si basava sino alla fine del 2010, sulle misurazioni ottenute dalle reti di rilevamento, articolate in sistemi provinciali, gestite in collaborazione tra Enti locali e ARPAT. Il riferimento è rappresentato dai valori limite fissati dalle normative europee e nazionali per le sostanze inquinanti.

La nuova rete di monitoraggio, che consiste in un totale di 32 stazioni, sostituisce le reti regionali esistenti di PM10 (DGRT 377/06), PM2,5 (DGRT 21/2008) e O3 (DGRT 27/2006), e costituisce la rete di riferimento a livello regionale dal 1° gennaio 2011.

L’andamento degli inquinanti

NO2, SO2, CO, Pb, C6H6

Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), con l’esclusione di alcune stazioni orientate al traffico, negli ultimi anni il superamento della media oraria risulta essere un evento raro; un po’ più critico risulta il rispetto delle medie annuali, per le quali non si riscontrano variazioni significative negli anni.

Relativamente agli altri inquinanti presi in considerazione dalla normativa vigente, biossido di zolfo (SO2), monossido di carbonio (CO), piombo (Pb) e, negli ultimi anni, anche benzene (C6H6), i livelli di concentrazione in tutto il territorio regionale risultano essere al di sotto dei rispettivi valori limite.

Ozono (O3)

Per questo inquinante viene preso in considerazione il valore massimo giornaliero delle concentrazioni medie trascinate[1] su 8 ore. In base alla normativa vigente (D.Lgs. n.155/10), tale valore non deve superare più di 25 volte, per anno civile e come media di tre anni, il valore bersaglio[2] di 120 µg/m3.

Tale condizione non viene rispettata nel 50% delle stazioni, con le criticità maggiori localizzate nella macroarea Firenze-Prato-Pistoia.

L’analisi dei superamenti avvenuti nel 2010 indica che se ne sono verificati più di25 in8 stazioni su 11, comprese le stazioni costiere.

Il grafico in Figura 1 mostra l’andamento della media dei giorni di superamento per i trienni compresi nel periodo osservato di tutte le stazioni della rete regionale.

A questo dato è affiancata, a titolo indicativo, la media annuale di ozono registrata negli anni dal 2006 al 2010, per la quale si riscontrano medie di rete stazionarie negli anni, con valori delle singole stazioni che variano da un minimo di 33 mg/m3 ad un massimo di 73 mg/m3.

Il raggiungimento del rispetto del limite di legge è richiesto a partire dal 2010 (primo triennio da calcolare nel 2013).

PM10

Per questo inquinante il D.Lgs. n.155/2010 prevede per la media giornaliera un valore limite di 50 µg/m3 da non superare più di 35 volte per anno civile.

Nel grafico rappresentato in Figura 2 sono riportate, per gli anni analizzati, le medie del numero di superamenti annuali della media giornaliera per le stazioni della rete regionale. A fianco di questo valore sono riportate anche le medie delle medie annuali.

Il generale miglioramento dei valori medi di PM10 si evince anche dal fatto che gli episodi di superamento delle medie annuali che si erano verificati negli ultimi anni in alcune stazioni non si sono verificati nel 2010, nemmeno per la stazione urbana di traffico più critica a livello regionale (Fi-Gramsci).

E’ opportuno precisare che per quanto riguarda i superamenti delle medie giornaliere, nonostante l’evidente miglioramento riscontrabile nella media regionale di rete, ancora 7 stazioni hanno superato il limite di 35, mentre altre 5 hanno avuto un numero di superamenti comunque vicino a tale soglia (>30); inoltre la stazione di Montale, che ha avuto superamenti negli anni precedenti, non ha una serie valida per il 2010. Si può dunque concludere che il PM10, pur mostrando sensibili segnali di diminuzione a livello regionale, resta un inquinante critico in special modo in alcune zone del territorio.

[1] Per media mobile trascinata su 8 ore si intende la media calcolata ogni ora sulla base degli 8 valori orari delle 8 ore precedenti

[2] Livello fissato al fine di evitare a lungo termine effetti nocivi sulla salute umana e/o sull’ambiente nel suo complesso, da conseguire per quanto possibile entro un dato periodo di tempo





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