AMBIENTE: Aria Toscana…a rischio. Legambiente boccia la qualità di ciò che respirano i toscani





“In Toscana c’è mal’aria”. Lo afferma Legambiente, che ha presentato stamane i dati dell’ultimo monitoraggio del Treno Verde per la città di Grosseto. A soli tre mesi dall’inizio dell’anno, spiega l’associazione ambientalista, Firenze con i suoi 36 giorni è già fuorilegge: ha esaurito i 35 superamenti annuali del limite medio giornaliero di emissioni (50 g/m3) per la protezione della salute umana previsti dalla normativa vigente. A seguire nella classifica regionale, troviamo Lucca con 31 sforamenti e anche Prato e Siena, entrambe già a quota 23 superamenti. Entro i limiti i valori del PM10 nei 2 giorni di monitoraggio in Via dei Mille a Grosseto dove però, a fronte di valori di inquinanti entro la norma, si registra un numero altissimo di auto circolanti, 63 ogni 100 abitanti, con conseguenze negative per la sicurezza stradale e l’inquinamento acustico. Decibel sempre fuorilegge, due giorni su due. E’ questo il quadro complessivo emerso a Grosseto dalle analisi compiute dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato italiane realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il contributo di Enel Green Power. “La situazione regionale relativa all’inquinamento atmosferico merita la massima attenzione- dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente-. Da quanto si evince dai valori registrati dalle centraline ARPAT sul territorio, la performance delle città toscane per il PM10 non migliora rispetto al 2011. Infatti, se alla fine dello scorso anno erano tre i capoluoghi di provincia fuori dal limite di legge, nel 2012 Firenze ha già esaurito il bonus e Lucca si appresta a fare altrettanto. Dati che confermano come l’emergenza smog sia ormai cronica e manchino interventi concreti ed efficaci per riportare la qualità dell’aria a limiti accettabili per l’ambiente e la tutela della salute delle persone. Le cause dell’inquinamento atmosferico sono chiare e conosciute da tempo. Sono i processi industriali e di produzione di energia, e in città prevalentemente il traffico veicolare e i riscaldamenti. Ed è su questi settori che bisogna intervenire a partire da una diversa mobilità urbana che veda il trasporto pubblico locale come protagonista e un politica che punti su risparmio energetico e fonti rinnovabili e pulite”.

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