21 gennaio 1921 – Nasce il Partito Comunista Italiano

Fu uno dei maggiori partiti politici italiani, nato il 21 gennaio 1921 a Livorno come Partito Comunista d’Italia (sezione italiana della III Internazionale) per scissione della mozione di sinistra del Partito Socialista Italiano guidata da Amadeo Bordiga e Antonio Gramsci, al XVII Congresso socialista.

Dopo una storia complessa e travagliata all’interno dell’Internazionale comunista negli anni venti e trenta, assunse durante la seconda guerra mondiale un ruolo di primo piano a livello nazionale, promuovendo e organizzando con l’apporto determinante dei suoi militanti la Resistenza contro la potenza occupante tedesca e il fascismo repubblicano. Il capo del partito, Palmiro Togliatti, attuò una politica di collaborazione con le forze democratiche cattoliche, liberali e socialiste ed ebbe un’importante influenza nella creazione delle istituzioni della Repubblica.

Un partito che, comunque la si pensi, ha contribuito a mantenere forte il senso delle Istituzioni in momenti molto bui della nostra storia come nel caso del rapimento e assassinio di Aldo Moro dove, insieme alle altre forze politiche democratiche, riuscì a fare argine contro il terrorismo di sinistra.

Una formazione politica che ha avuto un legame molto stretto con la madre Russia della quale, per molto tempo ne ha seguito indicazioni e strategie politiche.

Il XX Congresso, tenutosi a Rimini nel febbraio del 1991, fu l’ultimo del PCI. Le mozioni che si contrapposero a questo Congresso furono sempre tre, anche se con schieramenti leggermente diversi:

  • la mozione di Occhetto, D’Alema e molti altri dirigenti, Per il Partito Democratico della Sinistra, che ottenne il 67,46% dei voti eleggendo 848 delegati.
  • una mozione intermedia, Per un moderno partito antagonista e riformatore, capeggiata da Bassolino, che ottenne il 5,76% dei voti eleggendo 72 delegati.
  • la mozione contraria alla nascita del nuovo partito, Rifondazione comunista, nata dall’accorpamento delle mozioni di Ingrao e Cossutta, ottenne il 26,77% dei voti eleggendo 339 delegati, cioè meno rispetto alla somma dei voti delle due mozioni presentate al precedente Congresso.

Il 3 febbraio 1991, il PCI deliberò il proprio scioglimento, promuovendo contestualmente la costituzione del Partito Democratico della Sinistra (PDS) con 807 voti favorevoli, 75 contrari e 49 astenuti.

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